Una fase di marcata instabilità atmosferica ha interessato l’Italia settentrionale e il comparto alpino-adriatico tra il 7 e il 14 giugno 2026, inserendosi in un contesto sinottico dominato da forti contrasti termo-igrometrici. L’interazione tra masse d’aria molto calde e umide nei bassi strati e infiltrazioni di aria più fresca in quota ha favorito lo sviluppo di sistemi convettivi a mesoscala altamente organizzati, in particolare supercelle temporalesche in grado di produrre grandinate di eccezionale intensità. Il culmine dell’evento si è registrato tra il 9 e il 10 giugno, quando numerose località del Nord Italia sono state investite da chicchi con diametri fino a 7-8 centimetri.
In Piemonte, tra la serata e la notte del 9 giugno, una supercella ha attraversato il Canavese e l’area torinese colpendo Strambino, Caravino, Albiano d’Ivrea, Vestigné (frazione Tina), San Benigno Canavese e Montanaro. I chicchi hanno raggiunto diffusamente i 3-5 centimetri, con un picco di 5 centimetri a Vestigné. I fenomeni, accompagnati da intense raffiche di downburst, hanno provocato danni estesi a veicoli, coperture e colture.
La Lombardia è risultata una delle regioni più colpite. Tra la notte del 9 e il pomeriggio del 10 giugno, grandinate violente hanno interessato il Varesotto, il nord del Comasco fino al confine svizzero e il Mendrisiotto, includendo Varese, Como e Lecco, con chicchi tra 5 e 7 centimetri. Nel Bresciano si è registrato l’evento più severo: tra la città, la Valcamonica e la sponda occidentale del Lago di Garda da Tremosine a Limone sul Garda e Gardola le analisi post-evento indicano diametri fino a 8 centimetri. Coinvolte anche Bergamo, Monza–Brianza, il nord milanese e il Legnanese. Le raffiche hanno raggiunto i 110-120 km/h, causando allagamenti e quattro feriti complessivi.
Nel Veneto, il 10 giugno, supercelle pomeridiane e serali hanno colpito in modo particolare il Trevigiano, da Montebelluna ad Altivole e Riese Pio X fino all’alta Marca, con chicchi di 4-7 centimetri e punte di 7-8 centimetri. Nel Veronese, tra Bussolengo, Sona e la fascia del Garda, l’attività convettiva ha generato due tornado, classificati IF1 e IF1.5, associati a raffiche superiori ai 100 km/h e danni diffusi a infrastrutture agricole.
In Friuli Venezia Giulia, il 10 giugno, l’area di Udine Basiliano, Bressa, Remanzacco e Buttrio — è stata colpita da grandine fino a 7 centimetri e raffiche di vento fino a 117 km/h. Si sono registrati allagamenti, blackout e oltre cento interventi di emergenza.
Dal punto di vista meteorologico, episodi di tale intensità trovano spiegazione in una combinazione di elevata energia potenziale convettiva (CAPE), forte wind shear verticale e presenza di aria secca in quota. Questi elementi favoriscono la formazione di supercelle, strutture temporalesche rotanti caratterizzate da updraft persistenti e molto intensi, capaci di sostenere chicchi di grandine all’interno della nube per tempi prolungati, permettendo loro di accrescersi fino a dimensioni eccezionali prima della caduta al suolo. Le correnti ascensionali, spesso superiori ai 100 km/h, risultano determinanti nel processo di crescita della grandine.
La crescente frequenza di eventi di questo tipo è coerente con le evidenze legate al riscaldamento climatico. L’aumento delle temperature superficiali incrementa il contenuto di vapore acqueo in atmosfera e quindi l’energia disponibile per i moti convettivi. Parallelamente, la persistenza di intrusioni di aria fresca in quota mantiene elevati i gradienti termici verticali, amplificando l’instabilità. In un contesto climatico più caldo, i temporali tendono a essere meno frequenti ma più intensi, con una maggiore probabilità di fenomeni estremi come grandine di grandi dimensioni, downburst e tornado. Il Nord Italia, per la sua posizione tra Mediterraneo e area alpina, rappresenta una delle zone più sensibili a queste dinamiche.
Il bilancio complessivo è pesante: danni diffusi a veicoli e infrastrutture, perdite agricole significative e numerosi interventi di emergenza. Molti episodi sono stati registrati nei database europei degli eventi convettivi severi, confermando una tendenza già osservata negli ultimi anni, inclusi i fenomeni estremi del 2 giugno. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
