Meteo, Super El Niño sconvolge l’inverno: la neve tornerà copiosa sull’Europa

Il Super El Niño ha già iniziato a riscrivere l’inverno europeo, ma sarà febbraio a mostrare il volto più inatteso della stagione: la svolta arriverà proprio quando nessuno se l’aspetta.

Un evento atmosferico di proporzioni eccezionali sta prendendo forma nelle acque tropicali dell’Oceano Pacifico, dove il rapido riscaldamento superficiale annuncia l’arrivo di un Super El Niño capace di modificare la circolazione atmosferica dell’intero emisfero settentrionale. Le nuove elaborazioni stagionali di ECMWF delineano per l’inverno 2026-2027 uno scenario profondamente diverso da quello abituale, con una netta riduzione della neve in alcune zone d’Europa e un’improvvisa inversione di tendenza nella seconda parte della stagione.

L’anomalia termica del Pacifico raggiungerà la massima intensità tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno, alimentata da una potente onda di Kelvin che sta trasferendo enormi quantità di acqua calda verso la superficie oceanica. Questo riscaldamento altererà la corrente a getto del Pacifico, il grande flusso atmosferico che scorre tra gli 8 e gli 11 chilometri di quota e determina la traiettoria delle perturbazioni, producendo effetti a catena destinati a propagarsi fino all’Europa.

Le conseguenze più evidenti interesseranno il Nord America, ma la riorganizzazione della circolazione atmosferica raggiungerà anche il continente europeo. Le forti fasi di El Niño favoriscono infatti correnti atlantiche più miti e umide, mentre le strutture anticicloniche tendono a consolidarsi alle latitudini meridionali, ostacolando le discese di aria fredda e limitando le nevicate alle quote più elevate.

Le elaborazioni ECMWF aggiornate a settembre indicano un inverno con neve inferiore alla media sull’estremo Nord europeo, sulle regioni nordoccidentali e sui settori meridionali del continente. In questo quadro rientra anche l’Italia, dove le temperature elevate e la prevalenza di correnti miti ridurranno la frequenza delle nevicate, soprattutto alle quote medio-basse e nelle pianure.

Il deficit riguarderà inoltre ampie zone dell’Europa centro-settentrionale durante la prima parte della stagione, quando l’influenza oceanica manterrà un profilo termico poco favorevole alla formazione di nevicate persistenti. Le maggiori occasioni resteranno concentrate sulle Alpi e sulle principali catene montuose, dove l’altitudine riuscirà a compensare almeno in parte le anomalie termiche positive.

A febbraio 2027 arriva la grande inversione

La vera sorpresa emerge nella seconda metà dell’inverno, quando le simulazioni stagionali mostrano un deciso aumento del potenziale nevoso sull’Europa centrale. Il cambiamento raggiungerà il punto più significativo nel febbraio 2027, mese nel quale le anomalie delle precipitazioni nevose diventeranno positive rispetto alla media climatica degli ultimi trent’anni.

Il cuore dell’Europa entrerà così nella fase più dinamica dell’inverno proprio quando la stagione sembrerà avviata verso un bilancio povero di neve. La presenza di sacche d’aria fredda e la riorganizzazione delle correnti atmosferiche creeranno le condizioni per nevicate più frequenti e consistenti, ribaltando lo scenario dominante dei mesi precedenti.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it