Meteo, tanta Neve in arrivo dal 10 al 15 Novembre: più di 80 cm in queste zone

Le correnti atlantiche preparano una fase importante per l’innevamento alpino: esposizione dei versanti e quota decideranno dove la neve riuscirà ad accumularsi di più.

Le recenti nevicate sulle montagne di Piemonte e Valle d’Aosta hanno anticipato il cambiamento del paesaggio alle quote medio-alte, ma adesso sull’arco alpino si prepara una fase perturbata ben più organizzata. Dopo le prime imbiancate, l’arrivo delle correnti atlantiche porterà una successione di precipitazioni capace di costruire accumuli importanti in alta montagna. Il passaggio decisivo sarà la continuità degli apporti: diversi impulsi di maltempo raggiungeranno le Alpi, alimentando nevicate ripetute soprattutto sui settori occidentali.

Le previsioni per il periodo da martedì 10 a domenica 15 novembre indicano quantitativi localmente superiori agli 80 centimetri, con le nevicate più consistenti oltre i 2.000-2.500 metri. La distribuzione sarà però irregolare, perché le correnti porteranno molta umidità insieme ad aria relativamente mite: una combinazione favorevole alla neve abbondante in quota, meno agli accumuli nei fondovalle e sulle montagne più basse.

Dal 10 novembre si apre la fase atlantica: perturbazioni in successione

Il cambiamento prenderà avvio martedì 10 novembre, quando l’indebolimento delle strutture anticicloniche consentirà alle perturbazioni oceaniche di avanzare verso l’Italia. Le indicazioni di ECMWF e GFS convergono sull’apertura della circolazione atlantica, accompagnata da un progressivo abbassamento del flusso perturbato verso il Mediterraneo.

Sulle Alpi questo assetto favorirà l’arrivo di più impulsi umidi, con precipitazioni frequenti e nuove nevicate alle quote medio-alte. La fase perturbata interesserà diversi giorni della settimana e, nella tendenza attuale, anche tra sabato 14 e domenica 15 novembre resteranno condizioni favorevoli ad altre precipitazioni. Gli accumuli previsti vanno quindi riferiti all’intero periodo, senza attribuirli a una singola nevicata o a poche ore di maltempo.

Le correnti sud-occidentali avranno un ruolo centrale: incontrando i rilievi, concentreranno gli apporti sui versanti maggiormente esposti. Sarà soprattutto questa alimentazione umida, più che un’irruzione fredda, a sostenere le nevicate. L’aria avrà infatti origine oceanica e non porterà temperature particolarmente rigide, mantenendo una netta differenza tra l’alta montagna, dove la neve potrà accumularsi con continuità, e le quote inferiori.

Valle d’Aosta in prima linea: gli accumuli attesi fino al 15 novembre

Il settore occidentale dell’arco alpino presenta le condizioni più favorevoli agli apporti abbondanti. La Valle d’Aosta sarà una delle aree maggiormente coinvolte, con accumuli stimati nell’ordine dei 70-80 centimetri sulle zone esposte e punte localmente superiori agli 80 centimetri sui rilievi del settore meridionale. I quantitativi più importanti riguarderanno soprattutto le quote superiori ai 2.000-2.500 metri, dove la componente mite delle correnti avrà meno possibilità di interrompere le precipitazioni nevose.

Le montagne piemontesi rientreranno nella fase perturbata delle Alpi occidentali, ma senza una distribuzione uniforme degli apporti: esposizione dei versanti e altitudine determineranno differenze anche marcate tra comprensori vicini. Le recenti nevicate rappresentano dunque il punto di partenza di una nuova fase di accumulo in quota, che assumerà maggiore consistenza con i successivi passaggi atlantici.

Procedendo verso la Lombardia, le proiezioni indicano circa 50 centimetri sulle Alpi della Valtellina, sempre nelle aree e alle quote più favorevoli alla neve. Gli apporti saranno più contenuti sulle Orobie e sui rilievi del Trentino, dove i quantitativi indicativi si collocano attorno ai 30 centimetri.

Nel complesso, gli accumuli tenderanno a diminuire verso est. Oltre alla diversa esposizione alle correnti perturbate, conterà il richiamo di aria più mite, che limiterà la neve alle quote inferiori. Il risultato sarà un innevamento disomogeneo: abbondante su alcuni settori dell’alta montagna occidentale, meno consistente su altri tratti della catena alpina.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it