La svolta autunnale attesa all’inizio di ottobre si allontana nuovamente. Le ultime elaborazioni di GFS ed ECMWF ridimensionano infatti la possibilità che una perturbazione organizzata riesca a raggiungere rapidamente l’Italia: l’anticiclone continuerà a occupare il Mediterraneo centrale, mentre le correnti atlantiche resteranno confinate a latitudini più elevate. Le date del 4 e 5 ottobre, indicate nei giorni scorsi come possibile avvio di una fase piovosa, non rappresentano più il riferimento principale. Per l’arrivo di precipitazioni diffuse e localmente abbondanti bisogna ora guardare alla parte centrale della prima decade del mese, con una finestra ancora incerta ma più favorevole tra mercoledì 7 e domenica 11 ottobre.
Fino al 4 ottobre niente vere perturbazioni
La fase stabile accompagnerà l’Italia durante gli ultimi giorni di settembre, con temperature nuovamente superiori alle medie e condizioni spesso soleggiate. La struttura anticiclonica manterrà il proprio fulcro tra la Penisola Iberica, la Francia e il Mediterraneo occidentale, impedendo alle perturbazioni atlantiche ferme nei pressi delle Isole Britanniche di scendere verso sud.
Il passaggio tra settembre e ottobre non sarà completamente privo di precipitazioni, ma i fenomeni previsti non avranno le caratteristiche delle grandi piogge autunnali. Tra giovedì 1° e domenica 4 ottobre potranno manifestarsi deboli piogge o brevi rovesci lungo l’arco alpino occidentale, soprattutto sui settori di confine di Valle d’Aosta e Piemonte, mentre qualche episodio d’instabilità sarà possibile anche sulla Sardegna e tra Sicilia meridionale e Calabria ionica.
Si tratterà però di fenomeni irregolari, circoscritti e generalmente insufficienti a interrompere la lunga fase asciutta. Le pianure del Nord, la Liguria, gran parte delle regioni centrali e il versante adriatico dovrebbero restare sostanzialmente esclusi dalle precipitazioni organizzate. Anche un eventuale aumento della nuvolosità non dovrà quindi essere interpretato come l’inizio della vera svolta.
La prima data da controllare è il 7 ottobre
Il primo segnale capace di modificare la circolazione compare da mercoledì 7 ottobre. GFS prospetta un graduale calo della pressione sull’Europa occidentale e sul Mediterraneo, collegato a un possibile avanzamento delle correnti oceaniche. Non si tratterebbe ancora necessariamente dell’ingresso immediato di una forte perturbazione, ma dell’apertura di una breccia nella struttura anticiclonica.
ECMWF appare invece più prudente e mantiene una maggiore resistenza dell’alta pressione anche oltre l’inizio della seconda settimana di ottobre. La divergenza tra i due modelli è determinante: se prevalesse lo scenario americano, le prime piogge potrebbero raggiungere l’Italia già tra mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre; se si imponesse la soluzione europea più stabile, il peggioramento verrebbe ulteriormente posticipato o fortemente ridimensionato.
Il 7 ottobre va quindi considerato come la prima data utile per un cedimento dell’anticiclone, non come il giorno già certo dell’arrivo di piogge abbondanti. La distanza temporale resta elevata e piccoli spostamenti della saccatura potrebbero lasciare ancora una volta l’Italia ai margini, indirizzando le precipitazioni verso la Francia, l’Europa centrale o i Balcani.
Piogge abbondanti, la finestra più interessante è tra l’8 e l’11 ottobre
Incrociando le ultime indicazioni, il periodo nel quale aumenterebbero maggiormente le possibilità di precipitazioni organizzate è compreso tra giovedì 8 e domenica 11 ottobre. In questa fase l’anticiclone potrebbe arretrare verso l’Europa orientale, permettendo alle correnti umide occidentali o sudoccidentali di raggiungere più direttamente il Mediterraneo.
L’Aeronautica Militare, nella tendenza valida dal 5 all’11 ottobre, indica proprio l’avvio di un flusso occidentale umido e instabile, con precipitazioni settimanali generalmente superiori alla media, soprattutto sulle regioni settentrionali e sul medio versante tirrenico. Trattandosi di una previsione settimanale, il segnale non consente di stabilire il giorno esatto del peggioramento, ma conferma che la parte conclusiva della prima decade possiede un potenziale più favorevole rispetto ai primi giorni del mese.
Nello scenario più perturbato, le prime piogge potrebbero raggiungere il Nord-Ovest tra l’8 e il 9 ottobre, coinvolgendo successivamente il resto del Settentrione e le regioni tirreniche. Liguria, settori alpini e prealpini, Toscana e successivamente Lazio sarebbero le aree maggiormente esposte a precipitazioni persistenti qualora si instaurasse un richiamo umido sudoccidentale. Tra il 9 e l’11 ottobre il fronte potrebbe estendersi ulteriormente, ma al momento non è possibile indicare accumuli, province maggiormente colpite o l’eventuale presenza di fenomeni estremi.
Piogge settimanali superiori alla media, inoltre, non significano automaticamente nubifragi: gli accumuli potrebbero derivare anche dal passaggio di più impulsi perturbati distribuiti nell’arco di diversi giorni. Per parlare con maggiore sicurezza di precipitazioni abbondanti concentrate in poche ore servirà attendere che la possibile svolta entri nelle previsioni a più breve scadenza.
Se l’anticiclone resistesse, tutto potrebbe slittare oltre il 12 ottobre
Qualora la finestra dell’8-11 ottobre non riuscisse a concretizzarsi, la svolta potrebbe essere rinviata alla settimana compresa tra lunedì 12 e domenica 18 ottobre. In questo periodo le tendenze dell’Aeronautica Militare collocano una configurazione più ciclonica sulle regioni meridionali, con precipitazioni superiori alla media soprattutto al Sud, in Sicilia e in Sardegna. Anche in questo caso si tratta di un’indicazione probabilistica riferita all’intera settimana e non della previsione di un singolo episodio di maltempo.
Le date da tenere sotto osservazione sono dunque tre: il 7 ottobre per il primo possibile cedimento dell’alta pressione, il periodo dall’8 all’11 ottobre per l’eventuale ingresso delle piogge più organizzate e la settimana dal 12 al 18 ottobre come seconda finestra nel caso di un nuovo rinvio. Al momento, però, la pioggia abbondante non è ancora una previsione consolidata: è una possibilità che dipenderà dalla reale capacità delle correnti atlantiche di abbattere un blocco anticiclonico apparso finora particolarmente tenace.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
