L’Atlantico settentrionale sta per cambiare volto. Una depressione in rapidissima intensificazione si prepara a risalire verso l’Europa nord-occidentale, stretta tra una profonda saccatura in quota e un robusto anticiclone di blocco da circa 1035 hPa disteso tra l’Europa centrale e la Scandinavia. Il contrasto tra queste due strutture comprimerà le isobare e alimenterà una circolazione vastissima, capace di investire Irlanda, Regno Unito e Islanda con venti tempestosi, linee temporalesche e mareggiate di eccezionale intensità.
La trasformazione della tempesta sarà estremamente rapida. Nella serata di lunedì 28 settembre il minimo depressionario era stimato attorno a 990 hPa, ma entro la sera di martedì 29 settembre la pressione centrale dovrebbe scendere fino a circa 965 hPa, perdendo approssimativamente 25 hPa nell’arco di una sola giornata.
È questa brusca caduta a configurare la cosiddetta ciclogenesi esplosiva, fenomeno comunemente definito “ciclone bomba”: non un ciclone tropicale, bensì una depressione delle medie latitudini che si approfondisce di almeno 24 hPa in 24 ore. L’intensificazione non dovrebbe fermarsi qui, perché entro mezzogiorno di mercoledì 30 settembre il minimo potrebbe sprofondare ulteriormente sotto i 950 hPa.
Il centro della depressione si muoverà verso Nord, transitando a Ovest delle Isole Faroe e raggiungendo successivamente l’Islanda. La sua circolazione, tuttavia, sarà talmente ampia da coinvolgere buona parte dell’Europa nord-occidentale, con la fase più delicata concentrata tra martedì 29 e mercoledì 30 settembre.
Raffiche tempestose e onde alte fino a 12 metri
Repubblica d’Irlanda, Irlanda del Nord, Scozia e Inghilterra occidentale saranno le aree terrestri maggiormente esposte. Su questi settori sono previste raffiche generalmente comprese tra 100 e 130 km/h, sufficienti a provocare difficoltà nei trasporti, caduta di rami e alberi e possibili interruzioni lungo le strade più esposte.
In prossimità del cuore del ciclone, prevalentemente sull’Atlantico settentrionale, le raffiche potranno superare i 150 km/h. Al passaggio del fronte non si escludono linee temporalesche particolarmente organizzate, lungo le quali il vento potrebbe intensificarsi bruscamente in pochi minuti.
La situazione diventerà molto difficile anche in mare. Durante la seconda metà della settimana, a partire da giovedì 1° ottobre, il sistema depressionario solleverà onde alte tra 10 e 12 metri al largo delle coste occidentali di Irlanda e Scozia. Sui litorali direttamente esposti all’oceano sono attese onde comprese tra 8 e 10 metri, con mareggiate violente e condizioni proibitive per la navigazione.
Il rapido movimento del fronte limiterà la durata delle precipitazioni più intense su Irlanda e Regno Unito, dove l’elemento dominante sarà soprattutto il vento. Molto diversa sarà invece l’evoluzione sull’Islanda, destinata a trovarsi lungo il corridoio di umidità richiamato dalla depressione.
Le correnti meridionali e sud-orientali convoglieranno verso l’isola un vero e proprio fiume atmosferico, ossia una lunga fascia di aria estremamente umida trasportata dalla corrente a getto. Quando questa massa d’aria incontrerà i rilievi meridionali e sud-orientali islandesi, le precipitazioni verranno ulteriormente intensificate dall’effetto orografico.
Gli accumuli locali stimati potranno raggiungere 250-300 millimetri, valori capaci di aumentare sensibilmente il rischio di allagamenti e criticità idrogeologiche. Sul fianco orientale della depressione risalirà contemporaneamente aria molto mite, diretta verso Danimarca e Scandinavia, accentuando il contrasto con l’aria più fredda presente sul Nord Atlantico.
L’Italia resterà fuori dalla traiettoria degli effetti più violenti: il nucleo della tempesta e le condizioni realmente estreme riguarderanno soprattutto il Nord Atlantico, le Isole Britanniche e l’Islanda.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
