Allerta Meteo, venerdì 9 Arancione in 2 Regioni e Gialla in 12: le province e le zone a rischio

Maltempo atteso venerdì 9 ottobre: allerta arancione in alcune zone di Lazio e Campania, criticità gialle in altre 13 regioni. Attenzione a temporali, allagamenti e possibili dissesti del territorio.

La Protezione Civile ha emesso una Allerta Meteo per la giornata di domani, venerdì 9 ottobre 2026, a causa delle condizioni di instabilità atmosferica che interesseranno numerose regioni italiane, con criticità legate a temporali, rischio idrogeologico e rischio idraulico. Il quadro delle allerte evidenzia una situazione particolarmente delicata nel Lazio e in Campania, dove è prevista una criticità moderata, corrispondente all’allerta arancione, mentre su un’ampia parte del territorio nazionale saranno in vigore allerte gialle per differenti tipologie di rischio.

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Le valutazioni della Protezione Civile interessano complessivamente 14 regioni, con livelli di criticità differenti a seconda dei bacini idrografici e delle zone territoriali. Le allerte non riguardano necessariamente l’intero territorio delle province indicate, ma esclusivamente i comuni e le aree ricadenti nelle zone di allertamento individuate.

Nel Lazio scatta l’allerta arancione per rischio temporali e rischio idrogeologico nelle zone del Bacino del Liri, dei Bacini Costieri Sud e dell’Aniene. I territori interessati comprendono settori delle province di Frosinone, Latina e Roma, con particolare riferimento al Frusinate, alla Valle del Liri, al Pontino, alla Valle dell’Aniene e ad alcune aree della provincia romana. In queste zone è prevista una criticità moderata, con possibili conseguenze legate alle precipitazioni intense, al rapido deflusso delle acque superficiali, agli allagamenti e all’instabilità dei versanti.

Sempre nel Lazio, l’allerta gialla per rischio temporali e rischio idrogeologico interessa il Bacino Medio Tevere, i Bacini di Roma, l’Appennino di Rieti e i Bacini Costieri Nord. Le aree coinvolte comprendono settori delle province di Roma, Rieti e Viterbo. Nei Bacini Costieri Sud è inoltre prevista un’allerta gialla per rischio idraulico, che si aggiunge alle criticità arancioni per temporali e rischio idrogeologico. Questa distinzione è importante perché a una stessa zona possono essere attribuiti livelli di allerta differenti in relazione al fenomeno considerato. protezionecivile.gov.it +1

In Campania l’allerta arancione riguarda il rischio idrogeologico nella zona della Piana campana, Napoli, Isole e Area vesuviana. L’attenzione è concentrata soprattutto sulla città metropolitana di Napoli e sui settori della pianura campana ricadenti anche nella provincia di Caserta. Sono comprese le aree vesuviane e le isole del Golfo di Napoli appartenenti alla zona di allertamento.

Su questi territori le precipitazioni potranno determinare situazioni di criticità, con possibili allagamenti, fenomeni di ruscellamento superficiale, accumuli d’acqua nelle aree urbanizzate e dissesti localizzati nelle zone maggiormente vulnerabili.

In Campania è prevista anche un’allerta gialla per rischio idraulico nella Piana campana, Napoli, Isole e Area vesuviana, oltre che nella Penisola sorrentino-amalfitana, nei Monti di Sarno e nei Monti Picentini. Le aree interessate comprendono quindi porzioni delle province di Napoli, Caserta, Salerno e Avellino.

L’allerta gialla per rischio idrogeologico si estende invece all’Alta Irpinia e al Sannio, al Basso Cilento, al Tanagro, alla Piana del Sele e all’Alto Cilento, all’Alto Volturno e al Matese, alla Penisola sorrentino-amalfitana, ai Monti di Sarno e ai Monti Picentini, al Tusciano e all’Alto Sele. Le criticità coinvolgono settori delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno. Per la Campania, nel quadro trasmesso, non è indicata una specifica allerta gialla per rischio temporali.

In Calabria l’allerta è gialla per rischio temporali, rischio idrogeologico e rischio idraulico. Le criticità interessano tutte le otto zone di allertamento regionali, comprendendo il versante ionico settentrionale, centro-settentrionale, centro-meridionale e meridionale, oltre al versante tirrenico settentrionale, centro-settentrionale, centro-meridionale e meridionale. Sono pertanto coinvolti i territori delle province di Cosenza, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria. L’estensione dell’allerta richiede particolare attenzione sia nelle aree costiere sia nei territori collinari e montani, dove le precipitazioni possono favorire fenomeni di dissesto e incrementi dei livelli dei corsi d’acqua.

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In Sicilia è prevista un’allerta gialla per rischio temporali e rischio idrogeologico su tutte le zone di allertamento dell’isola. Le criticità riguardano i settori nord-orientali, sia ionici sia tirrenici, le aree centro-settentrionali e nord-occidentali, il settore sud-occidentale, il bacino del fiume Simeto, le aree sud-orientali e il settore centro-meridionale. Sono interessate anche le isole Eolie, Egadi, Ustica, Pantelleria e Pelagie. Il quadro coinvolge quindi le province di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Catania, Messina, Ragusa e Siracusa.

Per il rischio idraulico l’allerta gialla in Sicilia riguarda invece soltanto le zone nord-orientali ioniche e tirreniche, le Eolie, il settore centro-settentrionale tirrenico, quello nord-occidentale con Egadi e Ustica e il settore sud-occidentale con Pantelleria. Le aree comprendono principalmente porzioni dei territori di Messina, Palermo, Trapani e Agrigento, oltre ai settori ricadenti nei rispettivi bacini di allertamento.

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In Abruzzo è prevista un’allerta gialla per rischio temporali e rischio idrogeologico nelle zone della Marsica, del Bacino Basso del Sangro, dei Bacini Tordino-Vomano, del Bacino Alto del Sangro, del Bacino del Pescara e del Bacino dell’Aterno. Le criticità interessano settori delle province dell’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo.

In Molise l’allerta gialla per temporali riguarda le zone Frentani-Sannio-Matese, Litoranea e Alto Volturno-Medio Sangro, con il coinvolgimento di settori delle province di Campobasso e Isernia. Per il rischio idrogeologico, invece, l’allerta gialla interessa le zone Frentani-Sannio-Matese e Alto Volturno-Medio Sangro, mentre la zona Litoranea non compare tra quelle segnalate per questa specifica criticità.

In Puglia è prevista un’allerta gialla per rischio temporali e rischio idrogeologico sul Tavoliere e sui bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, sul Gargano e sulle Isole Tremiti, sul Salento, nei bacini del Lato e del Lenne, nel Basso Fortore, nella Puglia Centrale Bradanica, nel Basso Ofanto, nel Subappennino Dauno e nella Puglia Centrale Adriatica. Le zone interessate comprendono settori delle province di Foggia, Barletta-Andria-Trani, Bari, Brindisi, Taranto e Lecce.

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In Basilicata è stata indicata un’allerta gialla per rischio temporali in tutte le sette zone regionali di allertamento, identificate come Basi-A1, Basi-A2, Basi-B, Basi-C, Basi-D, Basi-E1 e Basi-E2. Il provvedimento interessa pertanto i territori delle province di Potenza e Matera. Nel quadro comunicato non figurano, per la regione, ulteriori allerte gialle relative al rischio idrogeologico o idraulico.

In Toscana l’allerta gialla per rischio temporali e rischio idrogeologico interessa tutte le zone di allertamento indicate, con un coinvolgimento esteso delle province di Firenze, Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena. Le aree comprendono la Lunigiana, la Versilia, la Garfagnana, la Valle del Serchio, il Mugello, la Val di Sieve, il Casentino, il Valdarno superiore e inferiore, la Valdelsa, la Valdera, la Valdichiana, la Valtiberina, i bacini dell’Arno, dell’Ombrone, del Fiora e dell’Albegna, oltre ai territori costieri e insulari, compresa l’Isola del Giglio. Nel quadro delle allerte risultano interessate anche le aree toscane dei bacini del Reno e della Romagna-Toscana.

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In Umbria è prevista un’allerta gialla per rischio temporali nelle zone del Medio Tevere, Chiascio-Topino, Alto Tevere, Trasimeno-Nestore, Nera-Corno e Chiani-Paglia. Il provvedimento interessa settori delle province di Perugia e Terni. Per il territorio umbro non sono indicate, nella comunicazione, specifiche allerte per rischio idrogeologico o idraulico.

Nelle Marche l’allerta gialla per temporali riguarda tutte le sei zone regionali, identificate dai codici Marc-1, Marc-2, Marc-3, Marc-4, Marc-5 e Marc-6. Il territorio coinvolto comprende le province di Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Non sono indicate ulteriori criticità per rischio idrogeologico o idraulico.

In Lombardia è prevista un’allerta gialla per rischio temporali nelle zone della Bassa pianura occidentale, centro-occidentale, centro-orientale e orientale, nell’Appennino pavese e nell’Alta pianura orientale. Le aree interessate comprendono porzioni delle province di Pavia, Lodi, Milano, Cremona, Mantova, Brescia e Bergamo, secondo i confini delle rispettive zone di allertamento. Non si tratta quindi di un’allerta estesa uniformemente a tutte le province lombarde.

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In Piemonte l’allerta gialla riguarda esclusivamente il rischio idrogeologico, nelle zone della Pianura Cuneese, delle Valli Varaita, Maira e Stura e della Valle Tanaro, Belbo e Bormida. Le criticità interessano soprattutto settori della provincia di Cuneo e delle province di Asti e Alessandria ricadenti nei bacini segnalati. Per il Piemonte non risultano indicate allerte per rischio temporali o idraulico nel quadro fornito.

In Friuli Venezia Giulia è prevista un’allerta gialla per rischio temporali nel Bacino dell’Isonzo e nella Pianura di Udine e Gorizia, oltre che nel Bacino di Levante e nel Carso. Per il rischio idrogeologico, l’allerta gialla comprende anche il Bacino montano del Tagliamento e del Torre. Sono interessati quindi settori delle province di Udine, Gorizia e Trieste, oltre alle aree del bacino montano ricadenti nel territorio di Pordenone.

Dal punto di vista meteorologico e degli effetti al suolo, le criticità associate ai temporali possono manifestarsi con precipitazioni localmente intense e concentrate in intervalli temporali ridotti. In queste condizioni possono verificarsi rapidi accumuli d’acqua, difficoltà di smaltimento nei sistemi di drenaggio urbano e innalzamenti improvvisi dei livelli dei corsi d’acqua minori.

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Il rischio idrogeologico riguarda invece le possibili conseguenze delle precipitazioni sui versanti e sul territorio, comprese frane superficiali, colate di detriti, erosioni e allagamenti. Il rischio idraulico è associato principalmente alla risposta dei corsi d’acqua e dei relativi sistemi di drenaggio, con possibili innalzamenti dei livelli idrometrici ed esondazioni. Si tratta di scenari di rischio e non di fenomeni necessariamente destinati a verificarsi in tutte le località interessate.

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La differenza tra i livelli di allerta è significativa: il colore arancione indica una criticità moderata, con possibili effetti e danni rilevanti, mentre il colore giallo corrisponde a una criticità ordinaria, che può comunque comportare situazioni di pericolo localizzate, soprattutto in presenza di temporali intensi o in aree particolarmente vulnerabili.

Per venerdì 9 ottobre, dunque, l’attenzione principale resta concentrata sul Lazio meridionale e sulla Campania nord-occidentale, dove sono previste le criticità più elevate. Un quadro di instabilità diffusa interessa tuttavia numerose altre regioni, dalle aree settentrionali a quelle centrali e meridionali, fino alle isole maggiori.