Meloni dopo gli scontri: “Siamo con le forze dell’ordine, i cittadini devono vivere le città senza paura”

Dopo le violenze di sabato, la premier ringrazia gli agenti. Da Milano a Bologna, la ricostruzione degli scontri che hanno attraversato le manifestazioni.
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Dopo un sabato segnato da scontri, danneggiamenti e aggressioni alle forze dell’ordine in diverse città italiane, Giorgia Meloni interviene con un messaggio di solidarietà agli agenti impegnati a contenere le violenze. La presidente del Consiglio affida ai social, nella mattinata di domenica 18 ottobre, una condanna di chi sfrutta le manifestazioni per provocare disordini, richiamando il diritto di cittadini, lavoratori e commercianti a vivere le proprie città in sicurezza. Il riferimento è agli episodi del giorno precedente, che hanno colpito soprattutto Milano e Bologna, con tensioni e vandalismi anche a Torino e Bergamo.

Nel post, accompagnato da una fotografia che la ritrae mentre stringe la mano a un agente di polizia, Meloni scrive: «Ancora una volta, le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine hanno dovuto affrontare la violenza di delinquenti che, anche attraverso gruppi organizzati, sfruttano le manifestazioni per cercare lo scontro e seminare il caos. A tutti loro va la mia piena solidarietà e un ringraziamento sincero. Perché erano lì per tutelare la sicurezza dei cittadini, dei lavoratori, dei commercianti e di tutte le persone che hanno diritto di vivere la propria città senza paura e senza vederla messa a ferro e fuoco da bande di teppisti. Siamo con voi.»

A Milano, la mobilitazione promossa da “Italia in piazza” contro il carovita, gli stipendi insufficienti e le condizioni dei servizi pubblici è degenerata nel corso del pomeriggio. I primi scontri si sono verificati in via Broletto, all’altezza di via San Tomaso, con lanci di pietre e artifici pirotecnici contro gli agenti. Dopo lo scioglimento del corteo a Cordusio, gruppi di partecipanti hanno continuato a muoversi nel centro, raggiungendo piazza Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II. Le violenze hanno coinvolto anche l’area di San Babila e corso Vittorio Emanuele, con negozi danneggiati e saccheggiati, barricate incendiate e un’auto dei carabinieri gravemente danneggiata. La polizia è intervenuta con cariche, lacrimogeni e idranti.

Circa cinquanta persone sono state portate in Questura nel capoluogo lombardo, quasi la metà minorenni. Il bilancio dei feriti era ancora provvisorio: nella serata di sabato risultavano almeno quattro agenti feriti e una ventina di persone soccorse dal 118 tra piazza Duomo e Cordusio, circa metà delle quali accompagnate al pronto soccorso in codice verde o giallo. Due poliziotti erano stati colpiti alla testa da cubetti di porfido. Il sindaco Giuseppe Sala ha condannato le violenze e i danni, distinguendoli dalle ragioni della protesta, e domenica ha espresso preoccupazione per il numero di agenti disponibili durante gli incidenti.

A Bologna, il corteo partito da piazza Minghetti ha attraversato il centro prima che un gruppo di manifestanti a volto coperto si dirigesse verso la stazione ferroviaria, nella zona di piazza Medaglie d’Oro. Contro le forze dell’ordine sono stati lanciati sassi, bottiglie, fumogeni, transenne e arredi dei locali; gli agenti hanno risposto con idranti e lacrimogeni. Un aggiornamento della Questura diffuso nella tarda serata di sabato ha indicato quattro minorenni arrestati con l’accusa di resistenza aggravata, sette persone denunciate e dieci accompagnate negli uffici di polizia per accertamenti. Trentasei appartenenti alle forze dell’ordine risultavano feriti o contusi. Le responsabilità individuali restano da accertare.

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore, in una dichiarazione ufficiale, ha condannato devastazioni e danneggiamenti, invitando gli stessi giovani scesi in piazza a isolare chi usa le manifestazioni come occasione per esercitare violenza. Ha inoltre espresso vicinanza alle forze dell’ordine impegnate a contenere i disordini, sottolineando che i comportamenti violenti finiscono per screditare le ragioni di chi manifesta.

A Torino, tra gli episodi segnalati figura l’irruzione nella libreria Feltrinelli della stazione di Porta Nuova, dove alcuni libri sono stati scaraventati a terra; dodici persone sono state bloccate dalla polizia, dieci delle quali minorenni. Durante il corteo si sono verificate anche tensioni tra partecipanti: gli organizzatori hanno chiesto ad alcuni giovani di togliersi i cappucci e altri manifestanti hanno impedito a un gruppo di superare la testa della manifestazione sotto i portici di via Po. A Bergamo, invece, i vandalismi hanno interessato l’area delle Autolinee e largo Porta Nuova, con cestini e bidoni rovesciati, pali e cartelloni divelti e bottiglie infrante. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!