Bolide illumina i cieli del Sud, spettacolo nel cielo prima della notte delle Orionidi

Il bagliore delle 19:40 attraversa i racconti di sei regioni: una comparsa fulminea nel cielo d’autunno, mentre le Orionidi entrano nelle loro notti più attese.

Dalla Sicilia al Molise, passando per lo Stretto e le regioni affacciate sui due versanti del Sud, un improvviso passaggio luminoso ha richiamato l’attenzione sul cielo della sera. L’avvistamento segnalato intorno alle 19:40 di mercoledì 21 ottobre 2026 descrive una scia intensa, comparsa e scomparsa rapidamente, proprio nei giorni in cui cresce l’attesa per le Orionidi, le stelle cadenti d’autunno legate alla cometa di Halley.

Le regioni indicate nelle segnalazioni sono Calabria, Sicilia, Campania, Basilicata, Puglia e Molise. Il fenomeno è descritto come un bolide, termine comunemente utilizzato per una meteora particolarmente brillante: durante il passaggio la luce avrebbe assunto tonalità giallastre e arancioni, con un movimento apparente da Ovest verso Est. Nelle descrizioni disponibili non vengono riferiti boati. Restano invece da determinare la quota, la velocità effettiva e il percorso seguito nell’atmosfera: osservare la stessa scia da regioni diverse non significa che il corpo sia transitato verticalmente sopra ciascuna di esse.

Il tratto più evidente del racconto è la rapidità con cui la luce ha attraversato il campo visivo. Una caratteristica spettacolare, che però non consente di assegnare al meteoroide una velocità eccezionale rispetto ad altri eventi. La velocità apparente dipende anche dalla distanza e dalla prospettiva dell’osservatore; per ottenere una misura fisica servono riprese e dati confrontabili. Anche un bolide molto luminoso può esaurire la propria fase visibile in pochi secondi, senza necessariamente mostrare una lunga frammentazione. L’American Meteor Society ricorda che la breve durata è una caratteristica abituale di questi passaggi.

A produrre lo spettacolo è l’interazione tra un piccolo corpo proveniente dallo spazio e l’atmosfera terrestre. Il meteoroide, entrando ad alta velocità nell’aria, perde materiale e genera l’emissione luminosa che osserviamo come meteora. La brillantezza può essere notevole anche senza che il corpo originario abbia dimensioni gigantesche. Per questo, dalla sola intensità del bagliore non si possono dedurre massa e grandezza, né stabilire che qualche frammento abbia raggiunto il terreno: soltanto in quest’ultimo caso si parla di meteorite.

Le sfumature calde aggiungono un elemento suggestivo, ma non rappresentano una firma chimica sufficiente a identificare il corpo. Come spiega l’American Meteor Society, il colore osservato risente degli elementi che emettono luce, delle condizioni del fenomeno e della percezione visiva. Un bagliore giallo-arancio, da solo, non permette quindi di stabilire la composizione del meteoroide. Anche l’assenza di rumori nelle testimonianze non consente di ricostruire con certezza quanto sia avvenuto durante il passaggio.

L’avvistamento si colloca nel periodo di massima attività delle Orionidi, previsto intorno al 21-22 ottobre. L’Istituto nazionale di astrofisica ricorda che queste meteore sono prodotte dai detriti lasciati dalla cometa di Halley, che incontrano l’atmosfera terrestre a circa 67 chilometri al secondo. La NASA conferma che lo sciame può regalare anche bolidi luminosi. L’appartenenza dell’evento delle 19:40 alle Orionidi rimane però da verificare: la data e la rapidità percepita non bastano, perché occorre ricostruire la provenienza della meteora e confrontarla con il radiante dello sciame, il punto da cui le sue scie sembrano originarsi.

La notte offre comunque un’occasione per continuare a guardare il cielo. Le ore prima dell’alba sono generalmente le più favorevoli per le Orionidi, perché il radiante raggiunge una posizione più alta sull’orizzonte. Quest’anno la Luna gibbosa crescente disturba l’osservazione delle scie meno luminose: la frequenza di circa 20 meteore all’ora, indicata per condizioni ideali, può quindi ridursi sensibilmente. Lontananza dalle luci urbane, visuale ampia e assenza di nuvole restano le condizioni essenziali per cogliere altri passaggi. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!