Grecia, stop ai social per i minori di 15 anni: dal 1° gennaio 2027 scatta il divieto per TikTok, Instagram e Facebook

La Grecia introduce il limite dei 15 anni per i social: verifiche dell’età, strumenti digitali e sanzioni alle piattaforme. La prova decisiva sarà rendere effettivo il divieto dal 2027.

La possibilità di aprire un profilo, pubblicare video e trascorrere ore tra contenuti suggeriti dagli algoritmi diventa una questione sulla quale interviene direttamente lo Stato: la Grecia ha approvato il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni, con applicazione prevista dal 1° gennaio 2027. Nelle spiegazioni del governo, il perimetro comprende piattaforme come TikTok, Instagram e Facebook, al centro di una stretta che punta a rendere effettivi i limiti di età attraverso controlli più affidabili.

L’approvazione parlamentare è registrata al 23 ottobre 2026, dopo una discussione prolungata e politicamente divisiva. Secondo il resoconto dell’agenzia greca ANA-MPA, il provvedimento ha ottenuto il sostegno del solo partito di governo Nea Dimokratia; il Pasok ha dichiarato la propria presenza senza esprimere un voto favorevole, mentre Syriza, Soluzione Greca, Partito comunista, Niki e Rotta della Libertà hanno votato contro. Il passaggio parlamentare conclude quindi l’esame della misura, lasciando alle settimane successive la preparazione della sua applicazione.

La motivazione indicata dall’esecutivo è il contrasto alla dipendenza digitale dei minori e alle conseguenze dell’utilizzo eccessivo delle piattaforme. Il ministro della Governance digitale e dell’Intelligenza artificiale, Dimitris Papastergiou, ha difeso l’intervento come una risposta necessaria a un problema già presente nella vita delle famiglie, sostenendo che attendere una disciplina europea definitiva significherebbe rinviare ulteriormente la protezione dei ragazzi. Nel dibattito parlamentare ha richiamato soprattutto la necessità di intervenire sull’uso incontrollato della rete quando compromette il benessere dei più giovani.

Il punto decisivo sarà la verifica dell’età. Il ministero greco indica tra gli strumenti utilizzabili Kids Wallet, senza imporre un’unica soluzione tecnologica. Nel modello illustrato dalle autorità, la piattaforma dovrebbe ricevere soltanto l’informazione necessaria a stabilire se l’utente supera la soglia prevista, limitando la circolazione dei dati personali. Papastergiou ha spiegato in Parlamento che il sistema può comunicare se una persona abbia più o meno di 15 anni senza trasmetterne neppure la data di nascita: una distinzione centrale per conciliare i controlli con la tutela della riservatezza.

La responsabilità dell’applicazione ricade sulle piattaforme, chiamate ad adottare misure adeguate e a rispondere delle eventuali violazioni. Nella comunicazione ufficiale successiva al voto, Papastergiou ha richiamato la possibilità di sanzioni fino al 6% del fatturato mondiale, nel quadro europeo di riferimento. Il ministero distingue inoltre i servizi di social networking dalla comunicazione privata e dagli utilizzi educativi: il divieto riguarda dunque uno specifico ambito dell’attività online.

La scadenza del primo gennaio apre soprattutto una prova di efficacia. Nelle spiegazioni pubblicate dal governo, l’applicazione richiede collaborazione con le aziende, strumenti tecnici e procedure di controllo: non equivale alla chiusura automatica di tutti gli account allo scoccare della data prevista. Le autorità greche dovranno attivare i meccanismi di vigilanza e, quando necessario, quelli europei competenti sulle piattaforme. Anche alle famiglie viene chiesto di partecipare, utilizzando gli strumenti disponibili e verificando che i ragazzi non aggirino le protezioni. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!