Il Ministero della Salute ha diffuso una serie di avvisi critici riguardanti la sicurezza alimentare nei giorni precedenti e durante le festività natalizie, intervenendo con rapidità nella rimozione di prodotti contaminati dalle catene distributive nazionali. La situazione, che ha richiesto l’attivazione di molteplici operatori del settore alimentare e della grande distribuzione, rappresenta uno dei casi di contaminazione microbiologica più significativi degli ultimi mesi, concentrato fra il 23 e il 24 dicembre 2025 in un lasso temporale ristretto e in corrispondenza del periodo di massima affluenza nei punti vendita.
Per quanto concerne la tempistica degli interventi, il 23 dicembre il Ministero della Salute ha emesso il primo avviso riguardante il ritiro dal commercio di un lotto di arista al forno a marchio Fior Fiore Coop a causa della possibile presenza di una contaminazione microbiologica di natura non ulteriormente specificata. Il giorno seguente, la Vigilia di Natale, sono stati diffusi due ulteriori richiami provenienti da un’azienda produttrice diversa, che ha necessitato il ritiro di due prodotti alimentari di consumo frequente: alcuni lotti di prosciutto crudo e fesa di tacchino. In entrambi i casi, il motivo ricorrente della segnalazione risulta essere l’infezione da listeria monocytogenes, un batterio patogeno noto per la sua capacità di proliferare persino a temperature di refrigerazione e per le potenziali conseguenze gravi, specialmente in categorie vulnerabili della popolazione.
I prodotti richiamati: dettagli tecnici e identificazione
Il prosciutto cotto sottoposto a richiamo precauzionale è il prodotto “LENTI & LODE – PROSCIUTTO COTTO ALTA QUALITÀ”, commercializzato a marchio LENTI dalla ragione sociale Rugger S.r.l., società con sede operativa a Santena, nella città metropolitana di Torino. Il richiamo interessa due lotti specifici: il numero 2541327 e il numero 2541328, entrambi distribuiti in vaschette da 120 grammi e caratterizzati da una data di scadenza fissata al 3 gennaio 2026. La segnalazione è stata trasmessa dal Ministero della Salute in coordinamento con le principali catene di supermercati nazionali, generando un effetto di ritiro coordinato dai banchi frigo della grande distribuzione.
Per quanto riguarda la fesa di tacchino, il prodotto interessato è la “Gran Fesa di Tacchino Arrosto”, anch’essa a marchio LENTI e prodotta dalla medesima azienda Rugger S.r.l. Il lotto richiamato è il numero 2541330, distribuito in confezioni da 100 grammi, con termine minimo di conservazione ugualmente fissato al 3 gennaio 2026. Entrambi i prodotti provengono dal medesimo stabilimento di produzione, ubicato in via Tetti Giro 7 a Santena, identificato dal marchio sanitario IT 1048L CE secondo la normativa europea. Si tratta di alimenti già pronti al consumo, contraddistinti da una ridotta necessità di preparazione prima dell’assunzione, circostanza che aumenta significativamente i rischi legati a eventuali contaminazioni microbiologiche, dato che il consumatore non li sottopone a trattamenti termici che potrebbero inattivare il patogeno.
Un ulteriore prodotto interessato dal medesimo provvedimento è l’ arista al forno Fior Fiore Coop, sebbene con modalità di richiamo precedente di un giorno. Il prodotto è stato ritirato dal mercato dal Ministero della Salute in collaborazione con la catena Coop, sulla base di una segnalazione dello stesso operatore. Le vaschette interessate sono quelle da 120 grammi, appartenenti al lotto numero 2541329, con termine minimo di conservazione fissato al 3 gennaio 2026. Questo prodotto è anch’esso realizzato da Rugger Srl per conto di Coop Italia Società Cooperativa, presso il medesimo stabilimento torinese. La natura della contaminazione microbiologica non è stata specificata ulteriormente nell’avviso ufficiale, rappresentando una precauzione di carattere generale piuttosto che una identificazione precisa dell’agente patogeno.
Accanto a questi richiami, il Ministero della Salute ha segnalato ulteriormente il ritiro di un lotto di colatura di alici a marchio Aragon a causa della presenza di un livello anomalo di istamina, composto che si forma naturalmente nel pesce durante il processo di decomposizione o in caso di conservazione non appropriata. Il prodotto è venduto in bottigliette da 100 millilitri, con numero di lotto C259/25 e termine minimo di conservazione fissato al 30 dicembre 2027. La colatura è stata prodotta da Di Dio S.r.l. per Stella S.r.l., presso lo stabilimento situato in Contrada Bordea Baiata, all’interno della Zona Ittica di Sciacca, nel libero consorzio comunale di Agrigento, identificato dal marchio IT X500 D UE.
La listeria: un patogeno particolarmente insidioso
Il batterio Listeria monocytogenes rappresenta una minaccia microbiologica di particolare rilevanza nel contesto della sicurezza alimentare moderna, dotato di caratteristiche biologiche che lo differenziano da molti altri patogeni presenti negli alimenti. A differenza della maggior parte dei microrganismi dannosi, la listeria possiede l’inusuale capacità di moltiplicarsi anche a temperature di refrigerazione comprese fra gli 0 e i 4 gradi Celsius, l’intervallo standard di conservazione domestica e commerciale dei prodotti deperibili. Questa peculiarità rende il patogeno particolarmente difficile da controllare nei sistemi di conservazione comuni, dal momento che le procedure di raffreddamento utilizzate per inibire la crescita di altri batteri risultano inefficaci nei confronti della listeria.
L’infezione da listeria, nota con il termine medico di listeriosi, può manifestarsi secondo due decorsi clinici distinti in relazione allo stato immunitario dell’individuo interessato e alla virulenza dell’agente patogeno. Nel primo caso, nei soggetti con sistema immunitario intatto, la malattia può presentarsi sotto forma di gastroenterite acuta febbrile, caratterizzata da febbre, diarrea e disturbi gastrointestinali che generalmente si manifestano nel giro di poche ore dall’ingestione dell’alimento contaminato e che tendono ad autorisolversi senza necessità di intervento medico specifico nei pazienti sani. Nel secondo caso, la forma invasiva o sistemica della listeriosi comporta conseguenze cliniche significativamente più severe: la malattia può evolvere verso meningiti, encefaliti e gravi setticemie con elevato tasso di ospedalizzazione e mortalità.
Il periodo di incubazione della listeriosi varia considerevolmente in relazione alla forma clinica: mentre la forma gastroenterite acuta presenta un’incubazione breve, compresa fra poche ore e qualche giorno, la forma sistemica può prolungare il proprio periodo di latenza fino a settanta giorni, determinando una difficoltà diagnostica rilevante nel tracciamento epidemiologico della sorgente di contaminazione. Secondo i dati del Ministero della Salute, la listeriosi deve essere considerata una causa di malattia grave, generalmente associata a un elevato tasso di ospedalizzazione e a conseguenze letali nei casi più critici.
I rischi per la gravidanza: conseguenze potenzialmente drammatiche
Le donne in gravidanza costituiscono una categoria di popolazione con rischio significativamente elevato nei confronti della listeriosi. Gli studi epidemiologici dimostrano che il rischio di contrarre l’infezione durante la gestazione è venti volte superiore a quello della popolazione generale, fenomeno attribuito alle modificazioni fisiologiche del sistema immunitario durante la gravidanza che determinano una riduzione della capacità di risposta alle infezioni. Nel contesto di una gravidanza, la listeriosi può manifestarsi inizialmente con sintomi apparentemente lievi e poco specifici, quali febbricola, tremori, dolori muscolari e lombari e lieve diarrea, sintomi facilmente confondibili con una banale influenza e ai quali la gestante potrebbe non prestare sufficiente attenzione.
Tuttavia, il decorso della malattia nella gestante procede frequentemente verso complicanze gravi. Il batterio, una volta penetrato nell’organismo, raggiunge rapidamente la placenta, provocando una placentite, ovvero un’infiammazione placentare, e successivamente può diffondersi al feto determinando un’infezione generalizzata di ampiezza variabile. Le conseguenze potenziali sono particolarmente severe: la listeriosi può causare aborto spontaneo se contratta durante il primo trimestre di gravidanza, nascita prematura nei trimestri successivi e infezioni congenite del neonato, con mortalità perinatale significativa. Anche il momento del parto rappresenta un’occasione di trasmissione del patogeno, dal momento che il feto può contrarsi l’infezione attraverso il canale del parto durante l’expulsione, determinando manifestazioni cliniche severe nel neonato nei giorni successivi alla nascita.
Gli individui di età pari o superiore ai sessantacinque anni rappresentano un’altra categoria vulnerabile, al pari degli pazienti con compromissione del sistema immunitario causata da patologie croniche, terapie immunosoppressive o quadri di immunodeficienza acquisita. In questi gruppi di popolazione, la listeria può provocare manifestazioni cliniche particolarmente gravi, incluse meningiti batteriche e sepsi mortali.
L’istamina e la sindrome sgombroide nella colatura di alici
Il richiamo della colatura di alici Aragon per eccesso di istamina rappresenta un’ulteriore manifestazione dei rischi legati alla sicurezza microbiologica nel settore alimentare, sebbene di natura diversa dai patogeni batterici. L’istamina è un composto chimico che si forma naturalmente nel pesce e nei prodotti derivati durante il processo di decomposizione post-mortem e in caso di conservazione inadeguata. La formazione di istamina è favorita dalla proliferazione di microrganismi specifici che possiedono l’enzima istidina-decarbossilasi, il quale converte l’aminoacido istidina, abbondante nel pesce, in istamina.
L’ingestione di quantità anomale di istamina provoca una condizione nota come sindrome sgombroide, caratterizzata da un complesso di sintomi che si manifestano rapidamente, generalmente entro trenta minuti dall’assunzione dell’alimento contaminato. La sintomatologia include arrossamento della cute particolarmente localizzato a viso, collo e zona del petto, sensazione di intenso calore, orticaria, edema facciale, prurito diffuso, mal di testa intenso, palpitazioni, nausea e vomito, disturbi gastrointestinali quali diarrea e crampi addominali. Nei casi più gravi, la sindrome sgombroide può determinare manifestazioni emodinamiche come ipotensione e vertigini, nonché sintomi neurologici quali formicolio e debolezza generalizzata. Benché il quadro clinico sia generalmente autolimitante e le manifestazioni tendano a risolversi spontaneamente nel giro di poche ore, la somiglianza con una reazione allergica alimentare può determinare confusioni diagnostiche e inutili somministrazioni di terapie specifiche per allergie.
Le misure preventive e le indicazioni del Ministero
Il Ministero della Salute ha disposto il ritiro precauzionale dei prodotti contaminati dalle catene distributive, raccomandando ai consumatori di non consumare i prodotti corrispondenti ai lotti e alle date di conservazione specificamente indicati negli avvisi ufficiali. Per coloro che risultassero già in possesso dei prodotti richiamati, l’amministrazione sanitaria suggerisce di restituirli presso il punto vendita in cui sono stati acquistati, al fine di ottenere il rimborso o la sostituzione della merce. Le autorità ribadiscono l’importanza di verificare attentamente le informazioni riportate in etichetta e di attenersi rigorosamente alle indicazioni diffuse tramite i canali ufficiali e dai distributori commerciali.
Per quanto concerne la conservazione domiciliare degli alimenti, il Ministero della Salute raccomanda di mantenere la temperatura del frigorifero al di sotto di quattro gradi Celsius, come misura preventiva contro la moltiplicazione della listeria. Il congelatore dovrebbe essere conservato a una temperatura inferiore ai diciotto gradi Celsius. È inoltre consigliato pulire regolarmente l’interno del frigorifero con acqua calda e sapone, asciugando immediatamente eventuali versamenti, in modo da ridurre la probabilità di contaminazione incrociata fra alimenti. Per gli alimenti già cotti e conservati in frigorifero, la raccomandazione è di consumarli entro tre o quattro giorni dal confezionamento, utilizzando contenitori poco profondi provvisti di coperchio al fine di accelerare il raffreddamento iniziale dopo la cottura.
Donne in gravidanza, anziani e persone con sistema immunitario compromesso dovrebbero esercitare cautela particolare nell’acquisto e nel consumo di alimenti ad alto rischio per la listeria, quali formaggi molli, affettati pronti al consumo, carni crude o poco cotte, pesce crudo o affumicato e verdure crude. Nel caso di gravidanza accertata, la consultazione con il personale medico riguardante le scelte alimentari durante la gestazione rappresenta una misura prudenziale essenziale.
L’evento dei richiami natalizi sottolinea l’importanza della tracciabilità nel sistema alimentare e della capacità dei controlli ufficiali di identificare rapidamente i prodotti contaminati, prevenendo l’estensione della contaminazione a un numero potenzialmente ampio di consumatori durante il periodo di festività, quando il consumo di salumi e antipasti raggiunge i livelli massimi nell’anno. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
