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Vannacci lascia la Lega: “Proseguo la mia strada da solo”. Salvini: Deluso e amareggiato”

Vannacci strappa con la Lega e lancia il suo progetto politico. Salvini lo accusa di ingratitudine, ma il generale punta a correre in solitaria verso il sogno di un nuovo patriottismo.

Roberto Vannacci rompe gli indugi e annuncia la nascita del suo movimento politico, Futuro Nazionale, segnando ufficialmente l’addio alla Lega e al gruppo dei Patrioti per l’Europa al Parlamento europeo. Una decisione che scuote il centrodestra e che mette fine, almeno per ora, a una convivenza mai davvero pacifica con il partito guidato da Matteo Salvini. “Proseguo per la mia strada da solo”, ha scritto Vannacci sui social, accompagnando le sue parole con il simbolo della nuova formazione. Parole che sanno di rottura definitiva: “Futuro Nazionale è una realtà. Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei, lontano da impicci e compromessi di convenienza”.

Dietro lo strappo, una strategia politica costruita da mesi, tra simboli registrati e segnali sempre più espliciti di autonomia, che avevano già creato tensioni dentro la Lega. Il nodo dell’incompatibilità politica è stato sciolto con l’uscita dal gruppo dei Patrioti al Parlamento europeo: una mossa che, secondo molti, sancisce anche il distacco definitivo da una Lega che lo aveva accolto come un simbolo, investito alle Europee e sostenuto in un percorso fulmineo ma controverso.

Matteo Salvini ha affidato a un lungo post social la sua amarezza: “Non arrabbiato, ma deluso. La Lega gli ha aperto le porte quando era solo contro tutti. Gli abbiamo offerto ogni possibilità. Ma far parte di una comunità significa anche lealtà”. Una delusione personale e politica, aggravata dal fatto che, come ricordano diversi esponenti leghisti, Vannacci senza il partito oggi non sarebbe europarlamentare. Luca Zaia non si dice sorpreso e osserva con distacco: “Era un corpo estraneo. Aveva un altro progetto. Lo porti avanti, vedremo dove arriverà”. Più netto il presidente veneto Alberto Stefani, che cita la dottrina cattolica: “Nulla salus extra ecclesiam”, e aggiunge: “Chi ricopre un incarico grazie a un partito dovrebbe ricordarsene”.

Il passaggio di Vannacci lascia aperti diversi interrogativi, primo tra tutti il futuro del suo neonato movimento, che al momento è poco più di un simbolo e una dichiarazione di intenti. Ma soprattutto riapre il tema dei transfughi in politica: può un parlamentare eletto in un partito fondare una nuova forza e mantenere il seggio? Per Salvini, “gli uomini passano, le idee restano”, ma il dubbio resta tutto sul peso elettorale che Vannacci potrà effettivamente esprimere fuori dal traino leghista. Da oggi, il generale-maratoneta corre da solo. Ma non è detto che qualcuno lo seguirà. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!