Le ultime elaborazioni modellistiche rafforzano l’ipotesi di un’intensa ondata di maltempo in arrivo sull’Italia in concomitanza con l’Epifania, martedì 6 gennaio. Una fase perturbata di natura invernale che potrebbe riportare la neve in pianura su diverse aree del Centro e del Nord-Est, con caratteristiche che mancano da anni sul nostro Paese. I principali modelli meteorologici, in particolare il centro europeo ECMWF, indicano con crescente convergenza lo sviluppo di una dinamica favorevole a nevicate anche a bassissima quota, sostenuta da un’interazione tra aria artico-continentale nei bassi strati e un fronte umido in risalita dal Mediterraneo occidentale.
Secondo l’ultima media del modello ECMWF un minimo depressionario è atteso tra il 5 e il 6 gennaio in movimento dall’area iberica verso il bacino tirrenico settentrionale. La traiettoria prevista favorirebbe l’ingresso di un corposo sistema frontale carico di precipitazioni che, impattando su uno strato d’aria fredda già presente al suolo, potrebbe generare nevicate estese e localmente abbondanti anche su aree pianeggianti.
Le termiche in quota e nei bassi strati sono compatibili con la comparsa della neve a quote prossime al livello del mare su Emilia-Romagna orientale, alte Marche, settori interni della Toscana settentrionale e Umbria, ma anche su Veneto e Friuli-Venezia Giulia, dove il profilo verticale risulterà marginalmente più caldo, ma comunque idoneo alla neve in pianura soprattutto durante le ore notturne e mattutine. Da segnalare che l’afflusso d’aria fredda, di origine artico-continentale, si farà sentire già nei giorni precedenti, con un progressivo abbassamento delle temperature atteso tra sabato 3 e domenica 4 gennaio su gran parte del Centro-Nord.
Le città potenzialmente più esposte al fenomeno nevoso includono Bologna, Firenze, Imola, Cesena, Forlì e Pesaro, con accumuli che — se le attuali proiezioni saranno confermate — potrebbero risultare significativi. Molto più ai margini invece le aree occidentali del Nord, come Piemonte, Liguria, Lombardia e Valle d’Aosta, che al momento sembrano rimanere sottovento rispetto al flusso principale perturbato. In queste regioni, salvo modifiche dell’ultima ora nella traiettoria della depressione, le precipitazioni saranno scarse o del tutto assenti, con cieli parzialmente nuvolosi e clima rigido ma secco.
Permane naturalmente una quota di incertezza legata al posizionamento esatto del minimo barico e all’evoluzione dei venti nei bassi strati, elementi che potrebbero influenzare sensibilmente la distribuzione e l’intensità delle precipitazioni nevose. Tuttavia, il consenso tra i principali centri di calcolo (tra cui GFS, ICON e GEM) comincia a farsi marcato, delineando uno scenario di possibile primo evento nevoso diffuso della stagione, con implicazioni anche sul piano della viabilità e della sicurezza pubblica.
In sintesi, l’Epifania 2026 si profila come il teatro di un’irruzione fredda di rilievo, capace di riportare la neve su molte città del Centro-Nord, in un contesto meteo-climatico che da tempo non faceva registrare dinamiche invernali così classiche e strutturate.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
