Dopo una breve parentesi governata da correnti miti e umide di matrice atlantica, l’assetto barico sullo scenario europeo si appresta a mutare radicalmente, spalancando le porte a una nuova e più incisiva irruzione artica. Le elaborazioni modellistiche confermano ormai con buona convergenza l’arrivo di una massa d’aria fredda continentale, pilotata da una vasta area depressionaria in azione sull’Europa centro-settentrionale, alimentata da correnti gelide in discesa diretta dal Circolo Polare Artico. Il Mediterraneo centrale, e dunque l’Italia, si troverà progressivamente coinvolto da questo peggioramento di stampo pienamente invernale, con effetti che si faranno via via più evidenti a partire da domenica 4 gennaio e, in maniera più marcata, tra lunedì 5 e il giorno dell’Epifania.
Il graduale afflusso di aria fredda inizierà a manifestarsi dapprima al Nord, con un abbassamento delle temperature a tutte le quote e l’attivazione di venti di matrice settentrionale. Tra Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta si registrerà già un primo calo termico tra domenica e lunedì, ma sarà proprio in coincidenza dell’Epifania che si assisterà al cuore dell’ondata fredda. Le minime torneranno a scendere sotto lo zero su gran parte della Pianura Padana, con valori localmente prossimi ai -4/-5°C nelle aree rurali del Nord-Ovest, dove la maggiore serenità del cielo favorirà il fenomeno dell’inversione termica e quindi gelate diffuse e persistenti anche nelle ore successive al sorgere del sole.
Non andrà meglio al Nord-Est, dove nubi basse e cieli parzialmente coperti contribuiranno a mantenere le temperature diurne estremamente contenute, con massime spesso inferiori ai 2–3°C. L’aria fredda, spingendosi progressivamente verso il Centro, darà luogo a un raffreddamento deciso anche su Toscana, Umbria, Marche e zone interne del Lazio, con valori ben al di sotto delle medie stagionali e possibili episodi nevosi fino a quote molto basse, soprattutto durante i passaggi instabili attesi tra martedì 6 e mercoledì 7.
L’Appennino centrale e settentrionale potrebbe registrare accumuli nevosi localmente rilevanti, mentre sulle pianure interne si profileranno scenari da pieno inverno, con temperature massime diurne prossime o inferiori ai 5°C. Più marginale, seppur non del tutto escluso, l’interessamento del Meridione. Le regioni ioniche e la Sicilia, in particolare, saranno temporaneamente protette da un richiamo mite di Scirocco, che garantirà temperature più miti e un’atmosfera meno rigida, specialmente lungo i litorali. Tuttavia, anche su queste aree il progressivo spostamento della saccatura verso sud potrebbe comportare un peggioramento più incisivo entro il fine settimana.
In sintesi, quella in arrivo sarà la prima vera ondata di gelo esteso e persistente dell’inverno 2025–2026, con caratteristiche pienamente invernali e dinamiche atmosferiche che confermano una svolta stagionale netta e ben strutturata.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
