Un’intensa irruzione di aria gelida di matrice artica sta per investire l’Italia, determinando un drastico calo delle temperature su tutto il territorio nazionale. L’afflusso freddo, pilotato da un minimo depressionario in discesa dal Nord Europa verso il bacino centrale del Mediterraneo, comporterà un sensibile peggioramento delle condizioni atmosferiche con il ritorno della neve anche a quote di pianura, in particolare nel cuore della prossima settimana.
La fase più acuta dell’ondata di maltempo è attesa tra la serata di lunedì 5 e la giornata di martedì 6 gennaio, festività dell’Epifania, quando il vortice ciclonico attivo sul Tirreno centrale intensificherà le precipitazioni, richiamando al contempo aria sempre più fredda dai quadranti nord-orientali. In questo contesto, le nevicate diventeranno diffuse e potranno raggiungere le pianure in diverse aree del Centro-Nord e del versante adriatico.
Secondo gli ultimi aggiornamenti modellistici, martedì 6 gennaio la neve cadrà fino in pianura su gran parte dell’Emilia-Romagna, in particolare nel settore centro-orientale: le province più esposte saranno quelle di Ferrara, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, dove sono attesi accumuli localmente significativi. Imbiancamenti possibili anche su Modena e Reggio Emilia. Contestualmente, i fiocchi scenderanno fino al piano anche sul Friuli Venezia Giulia orientale, specie tra la bassa pianura udinese e goriziana, con qualche episodio nevoso possibile anche tra le province di Pordenone e Trieste, seppur con accumuli più modesti.
Le precipitazioni nevose interesseranno anche le regioni centrali, con quota neve in calo fino a livelli collinari. In Umbria, sono previste nevicate fino a fondovalle nelle aree di Perugia, Foligno, Spoleto, Gubbio e sull’Appennino ternano. Nelle Marche, la neve potrà cadere anche in pianura tra le province di Ancona, Macerata e Ascoli Piceno. In Toscana, si attendono fiocchi a partire dai 300-400 metri, in particolare su Mugello, Casentino, Val Tiberina e sull’Amiata, ma non si escludono locali sconfinamenti a quote inferiori nelle vallate interne. Sul Lazio centrale e settentrionale (Viterbese, Reatino e aree interne della provincia di Roma), la neve potrà cadere dai 400-600 metri, mentre sulle zone appenniniche abruzzesi e molisane (province dell’Aquila, Teramo, Isernia e Campobasso), i fiocchi sono attesi già dai 300-400 metri.
Il maltempo proseguirà anche nella giornata di mercoledì 7 gennaio, con la depressione che si sposterà gradualmente verso il basso Adriatico. Le nevicate continueranno ad interessare soprattutto le regioni adriatiche centrali e meridionali. In particolare, nuovi accumuli nevosi sono previsti sulle zone interne delle Marche (specie province di Ascoli Piceno e Fermo), dell’Abruzzo (confiocchi dai 150-300 metri su Teramano, Pescarese e Chietino), del Molise (Campobasso e colline limitrofe), della Puglia settentrionale (Gargano e Subappennino Dauno) e della Basilicata (Potentino interno e Appennino lucano). Sul Lazio orientale e sulla Campania, la neve tornerà a cadere sopra i 400-600 metri, con interessamento delle aree montane e subappenniniche.
La combinazione tra gelo e precipitazioni persistenti renderà queste giornate particolarmente critiche sotto il profilo meteorologico e della viabilità, soprattutto lungo l’asse adriatico e nelle zone interne dell’Appennino centrale. Le temperature resteranno ben al di sotto delle medie stagionali almeno fino a giovedì, con valori minimi diffusamente sottozero anche in pianura.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
