Il prossimo fine settimana, sabato 10 e domenica 11 gennaio, l’Italia sarà interessata da un nuovo e incisivo peggioramento di stampo pienamente invernale. Le ultime elaborazioni dei principali Centri di Calcolo confermano infatti l’irruzione di masse d’aria fredde di matrice nord-occidentale, capaci di riportare condizioni meteo perturbate su molte regioni del Paese. Sebbene il calo termico non sarà severo quanto quello atteso tra l’Epifania e mercoledì 7 gennaio, sarà comunque sufficiente a determinare un deciso ritorno del freddo, con precipitazioni a carattere nevoso anche a quote medio-basse e una ventilazione intensa su vasta scala.
Sul fronte delle precipitazioni, saranno le regioni del Centro-Sud a registrare i fenomeni più diffusi e significativi. L’interazione tra il flusso freddo in discesa dal Nord Europa e i bacini ancora relativamente miti del Mediterraneo darà origine a una ciclogenesi secondaria che rinnoverà piogge localmente abbondanti e persistenti, in particolare sui versanti adriatici e ionici. La quota neve calerà sensibilmente, con fiocchi attesi fin verso i 400-600 metri sul medio e basso Adriatico, inclusi settori interni di Marche, Abruzzo, Molise e nord della Puglia, ma non si escludono sconfinamenti più in basso durante le fasi di precipitazione più intense. Episodi nevosi sono attesi anche sull’Appennino centro-meridionale, con accumuli più consistenti oltre i 700-900 metri.
Al Nord, l’irruzione fredda sarà meno incisiva dal punto di vista precipitativo, ma determinerà condizioni favorevoli a nevicate sulle Alpi confinali occidentali, specie tra alta Valle d’Aosta e settori settentrionali del Piemonte. Qui si prevedono accumuli localmente abbondanti, specialmente in alta quota, grazie alla risalita di aria umida nei bassi strati che si andrà a sovrapporre al cuscinetto freddo preesistente.
Il parametro atmosferico che desterà le maggiori preoccupazioni sarà tuttavia il vento. L’approfondimento del gradiente barico indotto dalla depressione mediterranea attiverà una ventilazione molto sostenuta su buona parte del territorio. Il Maestrale spazzerà con raffiche violente le due Isole Maggiori, in particolare la Sardegna occidentale e il settore tirrenico della Sicilia, dove si potranno registrare punte superiori ai 100 km/h. Raffiche tempestose anche lungo i crinali appenninici e nelle vallate esposte, con possibili disagi alla viabilità. Sulle regioni centrali tirreniche, sarà invece il Libeccio a dominare la scena nella giornata di sabato, apportando un temporaneo richiamo di aria più mite ma anche condizioni di instabilità marcata.
Le conseguenze della ventilazione intensa si manifesteranno anche lungo le coste, dove si attendono mareggiate significative. Le onde, spinte dal vento persistente, colpiranno in particolare i litorali esposti del Mar Ligure, dell’Alto Tirreno e del Basso Tirreno, coinvolgendo le coste di Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Calabria tirrenica. In queste zone si raccomanda massima prudenza per le attività marittime e costiere.
In sintesi, il weekend del 10-11 gennaio vedrà l’Italia nuovamente al centro di una configurazione meteorologica tipica dell’inverno mediterraneo, con nevicate anche a bassa quota, piogge abbondanti e vento forte. Un contesto che richiederà attenzione soprattutto nei settori montani, costieri e nelle aree esposte alla ventilazione più intensa.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
