Un’ondata di gelo di portata eccezionale ha attraversato la Francia nei primi giorni di gennaio 2026, riportando condizioni meteorologiche che non si osservavano da oltre un decennio. A confermarlo è Météo-France, l’ente pubblico sotto l’egida del Ministero della Transizione Ecologica, che in un approfondimento tecnico ha fornito un’analisi dettagliata dell’episodio freddo che ha colpito gran parte del territorio nazionale tra il 4 e il 6 gennaio.
Secondo gli esperti dell’agenzia, il freddo registrato è stato “notevole per la sua intensità”, sia in termini di temperature minime che di persistenza del gelo al suolo. Per tre giorni consecutivi – il 4, 5 e 6 gennaio – la temperatura media nazionale è rimasta stabilmente sotto gli 0°C, con minime che si sono avvicinate ai -5°C su scala nazionale, corrispondenti a un’anomalia termica di -7°C rispetto alle medie climatologiche di riferimento.
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— La tour Eiffel (@LaTourEiffel) January 5, 2026
Tra i valori più significativi segnalati da Météo-France spiccano i -23,5°C rilevati a Les Fourgs (Doubs), i -14,2°C di Luxeuil (Haute-Saône) e i -13,5°C registrati sia a Rodez (Aveyron) che ad Aurillac (Cantal). A Strasburgo (Bas-Rhin) il termometro è sceso fino a -10,1°C. Particolarmente degna di nota la serie osservata presso la stazione meteorologica di Mouthe (Doubs, 940 m s.l.m.), dove per quattro notti consecutive si sono toccati valori inferiori ai -20°C, un fenomeno che non si verificava dal gennaio 1985.
Anche sul fronte nivometrico, le condizioni si sono rivelate di rilievo storico. A Parigi, il Parc Montsouris ha registrato un accumulo nevoso di 10 cm tra il 6 e il 7 gennaio, la nevicata più abbondante dal febbraio 2018, quando furono misurati 12 cm. Per ritrovare valori superiori nella capitale occorre risalire al febbraio 1987 (15 cm) e, ancor prima, al 1966, anno del record con 20 cm.
Particolarmente straordinario l’episodio che ha interessato La Rochelle (Charente-Maritime), dove il 5 gennaio sono caduti circa 15 cm di neve. Météo-France ha evidenziato come tale valore sia paragonabile alle maggiori nevicate mai registrate nella regione, in particolare quelle del febbraio 1991, del 1978 e del 1955.
La natura straordinaria di questo evento è stata determinata da una persistente configurazione sinottica che ha favorito l’afflusso di masse d’aria continentale molto fredde, con cieli spesso sereni durante le ore notturne, condizione che ha amplificato il raffreddamento radiativo e favorito le forti inversioni termiche in diverse vallate del Paese. In parallelo, l’incontro tra l’aria fredda presente al suolo e perturbazioni atlantiche ha favorito nevicate diffuse, anche in pianura.
Secondo Météo-France, sebbene simili episodi non siano inediti nella climatologia francese, la combinazione di intensità, estensione e durata rende quello di gennaio 2026 uno degli eventi freddi più rilevanti degli ultimi decenni. L’agenzia continua a monitorare l’evoluzione meteorologica, ricordando che l’inverno non è ancora concluso e che ulteriori episodi rigidi non possono essere esclusi. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
