Nel pieno della bufera giudiziaria che ha investito Alfonso Signorini, accusato di estorsione e molestie sessuali dopo la denuncia del tiktoker Antonio Medugno, a parlare è Jonathan Kashanian. Ex vincitore della quinta edizione del Grande Fratello e oggi personaggio televisivo affermato, Kashanian interviene con parole nette a favore del conduttore, tracciando un solco critico tra la narrazione mediatica degli ultimi giorni e la sua personale esperienza all’interno del programma che ha lanciato entrambi.
In un’intervista al Corriere della Sera, Kashanian prende le distanze dal clamore che accompagna le indagini, ma senza tirarsi indietro. “Non accetto che venga fatto passare per carnefice”, dice riferendosi a Signorini, aggiungendo che non hanno un rapporto di amicizia stretto, ma che questo non gli impedisce di riconoscere – a suo dire – un meccanismo di strumentalizzazione mediatica. Il riferimento è chiaro: “Penso che Alfonso sia un capro espiatorio e che ci sia gente che vuole avere altri ritorni. Oggi Fabrizio Corona è ai primi posti in classifica con la sua serie, mentre Signorini ha un’immagine compromessa”. Un’affermazione che entra nel cuore del dibattito sul ruolo dell’informazione spettacolarizzata e sui confini etici del racconto giornalistico.
L’ex concorrente, diventato nel tempo un volto noto tra moda e televisione, affonda poi sul tema dell’accesso al mondo dello spettacolo. Rifiuta la lettura univoca di un sistema dove i giovani sarebbero vittime passive, parlando senza mezzi termini di una realtà più ambigua e sfaccettata: “Vogliamo veramente credere che non esistano le persone che usano la propria avvenenza per fare carriera? Fatemi conoscere questi innocenti costretti a entrare contro la loro volontà nelle camere di albergo”.
Ma è sul Grande Fratello che Kashanian torna con più forza, rivendicando la trasparenza delle selezioni che lo portarono alla vittoria: “Ho provato sulla mia pelle la trasparenza delle selezioni”, afferma, difendendo così l’integrità di un format spesso accusato – anche di recente – di dinamiche opache dietro le quinte. Le sue parole, se da un lato non scagionano Signorini sul piano giudiziario (che spetta alla magistratura accertare), dall’altro spostano l’attenzione su un tema centrale: il confine tra giustizia e spettacolo, tra accusa mediatica e realtà dei fatti.
In un momento in cui l’opinione pubblica si divide tra garantismo e condanna preventiva, la voce di Kashanian emerge come testimonianza interna al sistema, capace di offrire uno sguardo critico ma non necessariamente complice. Un racconto che non pretende di essere definitivo, ma che ricorda quanto, nei meccanismi della celebrità e del successo televisivo, la verità sia spesso più complessa di quanto appaia nei titoli. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
