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Meteo, NEVE in arrivo in Pianura venerdì 23 gennaio: ecco dove e gli accumuli previsti

Una perturbazione atlantica incontra il freddo padano: da venerdì 23 gennaio occhi puntati sul Nord-Ovest per un ritorno della neve fino in pianura.

La stagione invernale mostra finalmente il suo volto più autentico. Dopo un avvio timido e segnato da episodi solo marginali di maltempo, il mese di gennaio 2026 sembra voler cambiare registro. Un impulso perturbato di origine atlantica, atteso tra la serata di giovedì 22 e la giornata di venerdì 23 gennaio, potrebbe riportare la neve in pianura su parte del Nord Italia, grazie alla presenza di un cuscinetto freddo ben strutturato nei bassi strati dell’atmosfera.

L’evento nevoso dell’Epifania, che ha portato qualche fiocco tra Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, si è rivelato un assaggio fugace, privo di accumuli significativi. Ma da quel momento, la dinamica atmosferica è radicalmente cambiata: l’inverno ha cominciato a consolidare le sue basi sinottiche. In queste ore, il Nord Italia è protetto da una relativa stabilità barica, ma sta gradualmente maturando la condizione necessaria affinché la neve possa tornare a scendere fino a quote prossime al livello del mare.

Ciò è reso possibile dalla formazione di un cuscino d’aria fredda di origine balcanica, veicolato da correnti orientali che stanno interessando il versante adriatico e si stanno insinuando in Val Padana. La peculiarità di questa massa d’aria è la sua densità nei bassi strati, favorita dalla topografia chiusa della pianura padana e da un flusso mite e umido in quota che ne scorrerà sopra, attivando le condizioni ideali per la genesi di nevicate a bassa quota, anche in presenza di temperature prossime o leggermente superiori allo zero.

La svolta è attesa per venerdì 23 gennaio, quando una saccatura atlantica in discesa dalla Francia convoglierà verso il Nord Italia una perturbazione carica di umidità. Le correnti miti sud-occidentali, responsabili dell’avanzata del fronte perturbato, scorreranno in quota sopra il cuscino freddo preesistente, senza riuscire a rimescolare efficacemente la colonna d’aria. È questo il presupposto per il mantenimento della neve fino a quote pianeggianti.

Le precipitazioni inizieranno nel pomeriggio di venerdì a partire da ovest, estendendosi progressivamente verso est nella serata e durante la notte successiva. Secondo le attuali proiezioni modellistiche, le nevicate risulteranno diffuse e localmente persistenti su buona parte del Piemonte, dove si prevedono accumuli tra i 10 e i 20 cm nelle aree pianeggianti, inclusi i capoluoghi di Torino, Biella, Vercelli e Novara. In Lombardia, la neve interesserà gran parte del territorio centro-occidentale: fiocchi attesi su Varese, Bergamo, Pavia e Milano, dove tuttavia non si esclude una fase mista nelle ore più miti, con accumuli modesti al suolo.

Anche Liguria ed Emilia vedranno il ritorno della neve, in particolare nelle aree interne. In Liguria, i fenomeni saranno nevosi soprattutto nei fondovalle dell’entroterra savonese e genovese, mentre in Emilia la zona più esposta risulterà quella occidentale, con Piacenza che potrebbe svegliarsi sabato mattina sotto una coltre bianca.

La criticità maggiore sarà legata alla viabilità, specie nella notte tra venerdì e sabato, quando le precipitazioni nevose coincideranno con temperature negative persistenti, favorendo la formazione di ghiaccio al suolo. L’evoluzione meteorologica nel fine settimana presenta ulteriori elementi di interesse. Sabato 24 e domenica 25 gennaio potrebbero infatti vedere il prolungamento delle condizioni favorevoli alla neve fino in pianura sul Nord-Ovest, complice il mantenimento del cuscino freddo e l’arrivo di nuove perturbazioni atlantiche, che troverebbero nel bacino del Mediterraneo un corridoio attivo e ben alimentato.

Al momento, il Centro-Sud resta invece sotto l’influenza di un profondo ciclone afro-mediterraneo, responsabile di intense precipitazioni, forti venti di Scirocco e mareggiate significative sulle coste ioniche di Sicilia e Calabria. Questo sistema non interesserà direttamente il Nord, ma ne condizionerà la circolazione atmosferica, contribuendo all’ingresso retrogrado dell’aria fredda dai Balcani.

Le prossime 48-72 ore saranno cruciali per affinare la previsione della quota neve e la localizzazione precisa delle aree interessate dagli accumuli. In un contesto climatico che negli ultimi inverni ha spesso deluso le aspettative degli appassionati di neve, questo episodio potrebbe rappresentare una svolta stagionale significativa, da seguire con attenzione.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!