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Meteo, Nevicate record atteso un metro di NEVE nel Nord-Est degli Stati Uniti

Una tempesta storica sta per colpire il Nord-Est americano: neve record, venti violenti e blizzard metteranno in ginocchio città e infrastrutture. Sarà un evento davvero fuori scala.

Le più recenti elaborazioni dei modelli meteorologici convergono su uno scenario che definire eccezionale è quasi riduttivo: una potente tempesta invernale si sta organizzando lungo la costa orientale degli Stati Uniti e colpirà il quadrante nord-orientale del Paese tra la serata di sabato e le prime ore di lunedì. L’intero settore compreso tra il New England e gli Appalachi centrali si trova sotto osservazione da parte del National Weather Service, che ha già diramato allerta meteo diffuse per neve intensa, venti forti e condizioni da blizzard.

La traiettoria del sistema depressionario — originatosi sul Midwest e in successiva intensificazione sull’Atlantico grazie a un netto contrasto termico tra l’aria artica in discesa dal Canada e le acque più miti della corrente del Golfo — è ormai ben definita: il nucleo precipitativo si è spostato leggermente a nord rispetto alle precedenti simulazioni, investendo in pieno aree densamente popolate e infrastrutturalmente critiche.

I dati previsionali parlano chiaro: l’area più colpita sarà quella del Massachusetts orientale, con Boston nel ruolo di epicentro della tempesta. Qui, gli accumuli stimati oscillano tra i 90 e i 120 cm di neve fresca, una soglia che supera ampiamente la media storica degli eventi estremi per la zona e che potrebbe paralizzare la mobilità urbana e interstatale. Raffiche di vento superiori ai 70 km/h contribuiranno a generare condizioni da blizzard con visibilità pressoché nulla, rendendo pericolosi — se non impossibili — gli spostamenti.

Più a sud, Hartford (Connecticut) è attesa da una nevicata di intensità straordinaria, con accumuli previsti compresi tra i 60 e i 90 cm. Anche la città di New York si prepara ad affrontare una delle peggiori tempeste degli ultimi anni, con accumuli variabili tra i 45 e i 60 cm, ma con picchi localizzati fino a 90 cm soprattutto nei quartieri periferici e nell’hinterland. L’impatto sulla mobilità nella regione metropolitana potrebbe ricalcare i livelli di criticità visti durante l’evento del gennaio 2016, noto come “Snowzilla”.

Philadelphia, sebbene leggermente più a sud, rientra nel core nevoso del sistema: sono attesi 45-60 cm di neve, valori che basterebbero a compromettere la viabilità principale e secondaria per diversi giorni. A Washington, DC, le stime sono più contenute ma comunque significative, con accumuli nell’ordine dei 20-30 cm, valori che rappresentano comunque un’emergenza per una città meno attrezzata a gestire nevicate prolungate.

Verso l’interno, città come Syracuse (NY) e Scranton (PA) si preparano a ricevere tra i 30 e i 45 cm di neve, mentre lungo le sponde del Lago Erie, nella zona di Erie (PA), sono attesi tra i 12 e i 20 cm, complice un contributo minore da parte del fenomeno del lake-effect. Pittsburgh dovrebbe registrare valori inferiori, tra i 7 e i 12 cm, ma non è escluso un lieve incremento se il fronte si spingerà più a ovest del previsto.

Più a sud, località come Richmond (VA) e Charleston (WV) rientrano ai margini della fascia nevosa principale, con stime di accumulo comprese tra i 2,5 e i 7,5 cm. Tuttavia, in queste aree meno abituate a fenomeni nevosi, anche quantità modeste possono causare disagi significativi, specie alla circolazione stradale.

Alla base di questo evento estremo c’è un cosiddetto “bomb cyclone”, termine con cui si definisce una ciclogenesi esplosiva, ovvero un rapido approfondimento barico di almeno 24 hPa in 24 ore. Questa dinamica è favorita da un Vortice Polare attivo, che convoglia aria artica sulla costa orientale e interagisce con la forte umidità presente sull’Atlantico. Nonostante si tratti di un fenomeno tipicamente invernale, è proprio l’aumento dell’umidità atmosferica — legato al riscaldamento globale — a fungere da catalizzatore per tempeste di questa portata.

Il National Weather Service e le autorità locali raccomandano alla popolazione di limitare al minimo gli spostamenti a partire da sabato pomeriggio, momento in cui la perturbazione raggiungerà l’intensità massima. Il rischio blackout è concreto, così come l’interruzione di servizi essenziali. Il sistema frontale, per estensione e durata, potrebbe lasciare al suolo un manto nevoso persistente per oltre una settimana in alcune aree, con operazioni di sgombero e ripristino della normalità che si preannunciano lunghe e complesse.

Tutti gli occhi restano puntati sul corridoio I-95, arteria nevralgica della mobilità statunitense, che rischia di essere di nuovo teatro di blocchi e disagi come già accaduto in occasione di analoghi eventi del passato. Con milioni di persone coinvolte, la tempesta che si sta per abbattere sul Nord-Est americano ha già tutti i connotati per essere ricordata come una delle più intense dell’ultimo decennio.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!