La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha escluso che le basi militari statunitensi presenti in territorio italiano vengano utilizzate per l’offensiva contro l’Iran. “Oggi non abbiamo nessuna richiesta in questo senso e voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”, ha dichiarato la premier nel corso di un’intervista al programma radiofonico “Non stop news”, in onda su Rtl 102.5 nella mattina del 5 marzo 2026.
Le parole di Meloni arrivano in un momento di forte tensione internazionale, dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi militari contro l’Iran lo scorso 28 febbraio. La questione dell’eventuale utilizzo delle installazioni militari americane sul suolo italiano aveva aperto un acceso dibattito politico, con le opposizioni che avevano chiesto chiarimenti al governo in sede parlamentare.
“L’Italia, come Regno Unito, Francia, Germania, intende inviare aiuti ai Paesi del Golfo, parliamo chiaramente di difesa, di difesa aerea, non solo perché sono nazioni amiche ma perché in quell’area ci sono decine di migliaia di italiani, e circa duemila militari che dobbiamo proteggere. E il Golfo è vitale per gli approvvigionamenti”
In Italia sono presenti circa tredicimila soldati statunitensi distribuiti in diverse basi. Le principali sono Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, e Sigonella, in Sicilia, quest’ultima considerata tra le più strategiche dell’intero dispositivo Nato. Entrambe le installazioni sarebbero state portate al livello di allerta Nato Bravo+, corrispondente a una vigilanza rafforzata con capacità di mobilitazione in tempi ridotti. Tra le altre basi di rilievo figurano Ghedi, in Lombardia, Camp Darby in Toscana e il comando della Sesta Flotta a Napoli.
“Tutti si stiano attenendo agli accordi bilaterali. La stessa portavoce spagnola ha dichiarato ieri che esiste un accordo bilaterale e che al di fuori di quell’accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi. Vale anche per noi: in Italia abbiamo tre basi militari concesse agli americani in virtù di accordi del 1954 che sono sempre stati aggiornati“.
La presenza militare americana in Italia è disciplinata da accordi internazionali, in particolare dalla Convenzione di Londra, risalente a settantacinque anni fa, che regola lo status del personale militare negli stati membri della Nato. Formalmente le basi restano sotto giurisdizione italiana, sebbene il controllo operativo su equipaggiamenti e missioni resti in capo a Washington.
Nelle ore precedenti all’intervista su Rtl, Meloni aveva presieduto due riunioni di governo dedicate agli sviluppi della crisi in Medio Oriente, con particolare attenzione alla sicurezza dei cittadini italiani nelle aree coinvolte dal conflitto. Erano stati organizzati voli di rimpatrio per connazionali presenti nelle zone a rischio. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
