Una carezza, una benedizione, un gesto di pochi secondi che oggi potrebbe avere un peso decisivo nel cammino verso la beatificazione di Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI. È il 2012 quando Peter Srsich, un ragazzo statunitense di 19 anni affetto da un linfoma di Hodgkin in stadio avanzato, realizza il suo sogno: incontrare il Pontefice. L’incontro avviene a Roma, durante un’udienza generale. Al termine della catechesi, il giovane – arrivato nella Capitale grazie all’associazione Make a Wish – viene accompagnato davanti al Papa. Ratzinger posa la mano destra sul suo petto, proprio in corrispondenza del tumore, senza che nessuno glielo avesse indicato. Pochi mesi dopo, Peter inizia a migliorare in modo inspiegabile. Fino alla completa guarigione.
Oggi, quel giovane del Colorado è sacerdote, ordinato il 15 maggio 2021. Il caso, rilanciato recentemente da media cattolici internazionali, potrebbe costituire il miracolo necessario per avviare il processo di beatificazione del Papa emerito, scomparso il 31 dicembre 2022. “Spero che il processo venga avviato presto”, ha detto monsignor Georg Gaenswein, storico segretario personale di Ratzinger e attuale nunzio apostolico nei Paesi Baltici, intervenuto a un incontro pubblico presso la Biblioteca Nazionale di Vilnius. Le sue parole non sono solo un ricordo personale, ma anche un segnale che qualcosa si sta muovendo Oltretevere. “Non prego per lui, ma a lui”, ha dichiarato Gaenswein, sottolineando come la fede popolare veda già in Ratzinger un possibile intercessore.
La Chiesa, però, non ha fretta. Come ha spiegato lo stesso Gaenswein in una recente intervista alla rete cattolica tedesca K-TV, “nelle cause di beatificazione la Chiesa è due volte saggia e due volte prudente”. Serve tempo, discernimento, verifica rigorosa. Ma il percorso sembra aperto. Secondo quanto riportato da alcune fonti, il caso Srsich sarebbe già sotto esame presso i competenti uffici vaticani.
Al di là del fatto clinico, resta l’incredibile coincidenza: Benedetto XVI, in quell’incontro fugace, poggia la mano esattamente sul punto colpito dalla malattia. Un gesto semplice che ha segnato una svolta. Una possibilità che oggi, a distanza di oltre dieci anni, potrebbe cambiare anche il destino postumo di uno dei pontefici più schivi e al contempo più profondi del nostro tempo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
