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Meteo, Vortice Polare si deforma e GELA l’America: ora l’Europa è a Rischio

Il Vortice Polare barcolla e si deforma: il gelo travolge l’America, ma l’Europa osserva con il fiato sospeso l’arrivo di masse d’aria siberiane in discesa dalla stratosfera.

In questi giorni, la struttura del Vortice Polare Stratosferico – il cuore pulsante della circolazione atmosferica invernale dell’emisfero settentrionale – sta subendo una profonda alterazione che potrebbe avere conseguenze rilevanti anche per l’Europa. A livello della stratosfera, tra i 10 e i 50 km di altezza, un riscaldamento anomalo e repentino (stratwarming) sta disturbando il normale assetto circolare e compatto del vortice, facendolo cedere in termini di simmetria e forza. Il risultato: l’aria gelida solitamente confinata al di sopra del Polo Nord si sta spingendo verso latitudini più meridionali, e i suoi effetti stanno già investendo con forza il Nord America.

Negli Stati Uniti si è attivato un pattern atmosferico definito “troposferic polar vortex displacement”, con lo spostamento della massa d’aria fredda artica verso sud-ovest. A livello sinottico, l’aria gelida ha trovato un blocco opposto: un anticiclone sub-tropicale alimentato da masse d’aria calda e umida provenienti dal Pacifico, risalenti verso l’entroterra statunitense. L’interazione tra questi due sistemi ha generato una zona di confluenza che, sul piano meteorologico, ha favorito la formazione di una vasta area di precipitazioni miste: pioggia congelantesi, neve umida e ghiaccio, estesa dal Midwest fino alla costa atlantica, con episodi estremi fino al Texas. Le temperature rilevate in città come Minneapolis e Chicago hanno raggiunto picchi minimi di -28°C, con wind chill inferiori ai -40°C. Le criticità infrastrutturali sono enormi, tra blackout elettrici e strade rese impraticabili dalla vetrificazione del manto stradale.

Ma l’attenzione ora si sposta verso l’Eurasia. Le ultime analisi dei principali centri meteorologici internazionali, tra cui ECMWF e NOAA, convergono sull’ipotesi di una possibile scissione (split) del Vortice Polare Stratosferico nel corso dell’ultima settimana di gennaio. Questo fenomeno – già rilevabile nei modelli isentropici a 10 hPa – comporterebbe la divisione del vortice in due o tre nuclei distinti, destinati a muoversi verso sud lungo traiettorie preferenziali dettate dalla disposizione delle onde planetarie di Rossby.

Uno di questi nuclei potrebbe dirigersi verso il continente europeo, agganciando l’aria gelida accumulata in Siberia e favorendo la discesa di masse d’aria continentale verso l’Europa centrale e successivamente il bacino del Mediterraneo. Tale configurazione viene spesso associata alla formazione di blocchi anticiclonici in Atlantico (blocking pattern), che deviano il flusso zonale e aprono la porta a irruzioni fredde sull’Europa occidentale. In caso di conferma, Francia, Germania e Italia settentrionale potrebbero ritrovarsi, tra fine gennaio e inizio febbraio, sotto l’influenza diretta di ondate di gelo continentale, con possibilità di nevicate fino in pianura e temperature al di sotto della media climatologica anche di 6–8 °C.

Questo tipo di dinamica atmosferica non è nuova, ma è sempre più frequente e accentuata in un contesto climatico alterato. Il progressivo riscaldamento dell’Artico – circa tre volte più rapido rispetto alla media globale, secondo i dati dell’Arctic Monitoring and Assessment Programme (AMAP) – contribuisce a destabilizzare la struttura del Vortice Polare, rendendolo più suscettibile a deformazioni e scissioni. La perdita di ghiaccio marino, in particolare nel Mare di Barents e di Kara, modifica il bilancio energetico superficiale e incrementa la probabilità di eventi di warming stratosferico.

In conclusione, mentre il gelo imperversa sul Nord America, l’Europa resta sotto osservazione. Le prossime settimane saranno cruciali per comprendere l’evoluzione del Vortice Polare e l’eventuale coinvolgimento del nostro continente. I meteorologi osservano con attenzione i segnali provenienti dalla stratosfera: se la scissione del vortice si concretizzerà e l’onda fredda siberiana verrà trasportata verso l’Europa, ci troveremo a fronteggiare un febbraio potenzialmente rigido e dinamico, in netto contrasto con le recenti stagioni invernali.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!