Una modesta ma efficace incursione di aria più fredda da est, attesa tra sabato 31 gennaio e lunedì 2 febbraio, porterà la formazione di un cuscino freddo al Nord Italia, in particolare sulle regioni nord-occidentali. Non si tratterà di un’irruzione gelida in stile continentale, ma l’aria sarà sufficientemente fredda per preparare il terreno all’arrivo di una perturbazione atlantica prevista tra la sera di lunedì 2 e martedì 3 febbraio. Questa combinazione potrà favorire nevicate a quote basse, soprattutto sul Piemonte e sull’Appennino ligure occidentale.
La situazione sarà particolarmente favorevole sul Piemonte, grazie alla vicinanza con la massa d’aria fredda orientale e alla struttura chiusa delle sue vallate, in grado di trattenere il freddo. In Valle d’Aosta, la neve potrà cadere fin nei fondovalle delle principali vallate laterali come Gran San Bernardo, Valpelline, Valtournenche, Gressoney e Champorcher, con quota neve tra i 400 e i 600 metri, localmente anche più in basso nelle conche più chiuse, come quella di Aosta.
Sul Piemonte occidentale e meridionale si attendono fiocchi dai 300-400 metri nella Val di Susa, Val Chisone, Val Pellice e Val Sangone, con accumuli più probabili sopra i 500 metri. Particolarmente freddo il quadro previsto per le valli del Cuneese (Stura, Gesso, Vermenagna, Pesio, Ellero e Tanaro) dove la neve potrà scendere fin verso i 200 metri, con possibilità di imbiancate anche nei centri di fondovalle come Cuneo, Boves e Borgo San Dalmazzo. Episodi nevosi “coreografici” non sono esclusi anche tra Langhe e Roero, in particolare tra Alba, Cortemilia e Bossolasco, con fiocchi possibili già dai 200-300 metri.
Sul Piemonte settentrionale, le valli Ossolane (Antigorio, Vigezzo, Formazza), la Val Sesia e le valli minori come Strona e Stronetta potranno vedere neve fin nei fondovalle, con quota generalmente compresa tra 400 e 600 metri, ma non si escludono fiocchi più in basso nelle aree più riparate.
Nel vicino Varesotto, nel Comasco e nel Lecchese, così come sulle Orobie bergamasche, la quota neve sarà leggermente più alta, attorno ai 500-700 metri, ma con possibilità di neve anche nei fondovalle più freddi come Val Veddasca, Val d’Intelvi, Val Seriana alta e Val Brembana alta. Più probabili piogge miste a neve nelle basse quote.
L’Appennino ligure di ponente si candida come uno dei settori più freddi dell’intero episodio. In Val Bormida, Val Tanaro, Val Neva e Valle Arroscia si prevedono nevicate già dai 200-300 metri, con possibili locali abbassamenti sotto i 200 metri nei pressi di località come Calizzano, Garessio, Millesimo e Piana Crixia.
In Lombardia la situazione sarà più marginale, ma non priva di spunti. Sull’Ossola lombarda, in Valchiavenna e in Alta Valtellina la neve cadrà dai 600-800 metri, con possibili sconfinamenti fino ai fondovalle freddi di Bormio, Tirano e Chiavenna. Le Orobie, comprese le valli Seriana, Brembana e di Scalve, vedranno neve tra i 600 e i 700 metri, localmente anche più in basso nelle conche interne. Da segnalare uno scenario più incerto sull’estremo ovest lombardo: tra Varesotto e Comasco occidentale i modelli ipotizzano neve mista a pioggia fino a 200 metri nella notte su martedì, ma lo scenario è fragile e la pioggia potrebbe prevalere facilmente.
Il Trentino beneficerà della sua orografia chiusa: la Val di Non, la Val di Sole, la Val Rendena e le valli dell’Adige e delle Giudicarie potranno vedere neve dai 500-700 metri, ma fiocchi non sono esclusi fino ai fondovalle nelle ore più fredde. Anche a Trento, nella notte tra lunedì e martedì, non si esclude un passaggio nevoso debole o misto, grazie al ristagno freddo della conca urbana.
Nel Veneto, l’efficacia del cuscino freddo sarà progressivamente più debole procedendo verso est. Tuttavia, sulle Dolomiti e nelle Prealpi Bellunesi (Valle del Piave, Val di Zoldo, Agordino, Comelico) la neve cadrà dai 700-900 metri, con locali abbassamenti fino a 500-600 metri nella Valbelluna tra Feltre e Belluno. Sulle Prealpi occidentali (Val d’Astico, Val Leogra, Val d’Illasi) si salirà verso gli 800-1000 metri, con possibilità di neve solo nelle zone interne. Ancora più in alto la quota sugli Altopiani di Asiago e Lessinia orientale, dove i fiocchi cadranno dai 900-1100 metri, con accumuli più consistenti sopra i 1200. Sui settori influenzati dal Lago di Garda (Valle di Ledro, Val Lagarina) la neve resterà oltre i 1000-1200 metri.
Un episodio che non passerà alla storia per la sua intensità, ma che potrà regalare scorci invernali autentici e qualche sorpresa, soprattutto nelle valli chiuse del Piemonte e dell’arco alpino occidentale.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
