Un’intensa e persistente dinamica perturbata di matrice atlantica sta interessando il settore alpino, in un contesto barico fortemente instabile che, nelle prossime ore, vedrà susseguirsi nuovi impulsi perturbati a breve distanza l’uno dall’altro. È un autentico treno di perturbazioni quello che si sta dirigendo verso l’arco alpino, destinato a generare accumuli nevosi importanti, proprio in concomitanza con l’avvio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina.
Nel corso delle ultime 48 ore, la neve ha già interessato gran parte delle Alpi centro-occidentali, con sconfinamenti fino a bassa quota nel cuneese e localmente anche in pianura, grazie alla temporanea intrusione di masse d’aria più fredde di origine artica. Tuttavia, il quadro è destinato a evolversi ulteriormente, con nuove precipitazioni in arrivo che, sommando i preesistenti apporti nevosi, potrebbero portare il manto bianco a toccare e superare il metro di spessore in alcune zone, inclusa la conca ampezzana, sede delle gare olimpiche.
Le giornate chiave saranno mercoledì 4 e venerdì 6 febbraio. Il primo peggioramento, atteso mercoledì, porterà nuove nevicate a partire dagli 800-900 metri, con accumuli significativi soprattutto nei settori orientali dell’arco alpino e su tutto il Triveneto. In queste aree si prevedono apporti freschi compresi tra i 30 e i 40 cm in poche ore, grazie a precipitazioni persistenti e localmente intense. Dopo una temporanea pausa più asciutta nella giornata di giovedì 5, un nuovo fronte raggiungerà le Alpi a partire da ovest nel corso della mattinata di venerdì, per poi spostarsi rapidamente verso est nel corso della sera. L’afflusso di correnti sciroccali determinerà un lieve rialzo della quota neve, che si porterà intorno ai 900-1000 metri, ma gli apporti previsti restano significativi: ulteriori 20-30 cm di neve fresca sono attesi entro fine giornata.
Le simulazioni numeriche più aggiornate confermano che, entro il fine settimana, su vaste aree alpine si potrà raggiungere o superare il metro di neve al suolo. Una condizione favorevole sotto il profilo sportivo e paesaggistico, che tuttavia comporta inevitabili criticità in termini di sicurezza. L’accumulo di neve fresca su un manto preesistente ancora instabile determina infatti un innalzamento del rischio valanghe, che nei prossimi giorni si attesterà su grado marcato (livello 3 su 5) oltre i 1700-1800 metri di quota. In alcuni versanti esposti e poco consolidati, non si esclude il raggiungimento di grado forte (4 su 5), specialmente dopo la seconda ondata nevosa prevista per venerdì.
Per chiunque intenda muoversi in montagna nei prossimi giorni sarà indispensabile consultare i bollettini nivometeorologici emessi quotidianamente dai centri regionali e dal servizio Meteomont, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni relative a rischio valanghe, condizioni del manto nevoso e pericoli associati. Il fascino della neve, quando è così abbondante, si accompagna sempre alla necessità di una gestione responsabile del rischio, per garantire la sicurezza di tutti in un contesto alpino che si prepara a vivere giorni intensi sotto il segno dello sport e della natura.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
