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Satti Uniti, in arrivo il “Big Freeze”: GELO estremo e NEVE sulla East Coast. New York fino a -20°C

Una discesa polare senza precedenti porterà il Nord-Est degli USA sottozero per giorni: cosa sta accadendo davvero all’atmosfera sopra l’America?

Una nuova, imponente ondata di freddo artico si appresta a investire gran parte del Nord-Est degli Stati Uniti tra venerdì 6 e domenica 8 febbraio. L’ultima emissione dei principali modelli numerici (GFS, ECMWF e GEM) conferma una dinamica sinottica di notevole portata: un ramo del vortice polare, distaccatosi dalla sua sede originaria sul circolo artico, scivolerà verso sud-est andando a interagire con una vasta depressione in discesa dal Canada centrale. Questa configurazione porterà a un crollo termico eccezionale, accompagnato da nevicate diffuse e condizioni meteo potenzialmente critiche per milioni di cittadini.

Venerdì 6 febbraio rappresenterà il punto di svolta: una saccatura polare in estensione dal Labrador fino al Midwest degli Stati Uniti darà origine a un intenso sistema ciclonico, in rapida traslazione verso la costa atlantica. Il fronte associato porterà nevicate su un’ampia fascia che comprenderà i Grandi Laghi, la dorsale appalachiana e il cosiddetto “I-95 corridor”, da Washington D.C. fino a Boston. A Cleveland si attendono accumuli localmente superiori ai 25 cm, amplificati dal noto effetto “Lake Effect Snow” sui bacini ancora parzialmente liberi dai ghiacci. Charleston (WV) e le contee appalachiane potrebbero fare i conti con viabilità compromessa per ghiaccio e neve compatta, mentre il settore metropolitano di Washington vedrà l’arrivo dei primi fiocchi nel pomeriggio di venerdì, con accumuli previsti tra i 10 e i 15 cm entro la notte.

A Boston la situazione si preannuncia ancora più critica: le temperature alla colonna d’aria previste intorno ai -12/-14°C a 850 hPa favoriranno una precipitazione nevosa a cristalli fini e asciutti, tipica di episodi freddi continentali, con possibili accumuli superiori ai 20 cm entro sabato mattina.

Ma sarà domenica 8 febbraio a segnare il culmine dell’ondata gelida. Secondo l’attuale proiezione modellistica, una bolla d’aria polare con isoterme fino a -40°C a 850 hPa colpirà direttamente il Nord-Est degli USA. Si tratta di una massa d’aria di chiara origine siberiana, veicolata da un’imponente discesa meridiana del Jet Stream e accompagnata da venti sostenuti da nord-ovest.

A New York City le temperature minime potrebbero toccare i -20°C, un valore che si avvicina ai minimi storici registrati nel mese di febbraio. A queste condizioni termiche si aggiungerà un wind chill che potrebbe far percepire la temperatura fino a -28/-30°C, con rischio concreto di frostbite in meno di 15 minuti di esposizione non protetta. Detroit non sarà da meno: attesi -18°C al suolo, con valori percepiti inferiori a -25°C. Anche Washington D.C. vivrà un fine settimana sotto la morsa del gelo, con punte fino a -17°C, temperature che la capitale federale non registrava da oltre un decennio.

I servizi meteorologici statunitensi hanno già diramato avvisi e allerte di livello rosso per vaste porzioni degli Stati interessati. Il National Weather Service raccomanda di limitare al minimo gli spostamenti, proteggere le tubature esterne e adottare misure di sicurezza termica, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione.

La combinazione di neve, vento e gelo estremo rende questo episodio un evento di riferimento per l’inverno 2026, potenzialmente capace di impattare non solo sulla logistica e i trasporti, ma anche sulla tenuta delle infrastrutture energetiche urbane.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!