Con il Mercoledì delle Ceneri di oggi, mercoledì 18 febbraio 2026, per la Chiesa cattolica inizia la Quaresima, il periodo liturgico di quaranta giorni che precede la Pasqua e che è tradizionalmente caratterizzato da preghiera più intensa, digiuno, carità e penitenza personale in vista della celebrazione dei misteri della Passione, Morte e Risurrezione di Cristo.
La parola “Quaresima” deriva dal latino “quadragesima”, che significa letteralmente “quarantesimo” e richiama il numero simbolico di quaranta giorni che struttura questo tempo, cifra che nella Bibbia esprime un periodo di prova, purificazione e preparazione, a partire dall’esperienza dei quaranta giorni di digiuno di Gesù nel deserto prima dell’inizio della sua vita pubblica, fino ai quaranta anni dell’esodo di Israele nel deserto e ai quaranta giorni di diluvio narrati nel libro della Genesi. Nei diversi contesti linguistici e culturali il termine assume sfumature differenti, ma nelle lingue neolatine resta centrale il riferimento alla “quadragesima” come periodo esattamente legato alla preparazione alla Pasqua.
Fin dai tempi più antichi la Quaresima è strettamente connessa alla celebrazione pasquale e alla necessità di predisporre i fedeli a vivere il nucleo centrale dell’anno liturgico, anche se la sua struttura attuale è frutto di un lungo sviluppo storico che si è consolidato nei primi secoli della Chiesa. Le fonti patristiche attestano come già in epoca apostolica e subapostolica esistesse un tempo di preghiera, digiuno ed elemosina in preparazione alla Pasqua, inizialmente limitato a pochi giorni, uno o due, oppure a una settimana, osservato soprattutto dai catecumeni che si preparavano a ricevere il Battesimo nella notte pasquale, ma progressivamente esteso all’intera comunità cristiana.
La prima testimonianza di un periodo quaresimale scandito esplicitamente in quaranta giorni si trova nel Concilio di Nicea del 325, che menziona una “quadragesima” pasquale già diffusa in diverse Chiese locali, sebbene le forme di osservanza non fossero ancora del tutto uniformi. Nel corso del IV secolo, tanto in Oriente quanto in Occidente, si afferma sempre più chiaramente un tempo prepasquale articolato su quaranta giorni di penitenza, legato sia alla disciplina della riconciliazione dei peccatori pubblici, che venivano riammessi alla piena comunione il Giovedì Santo, sia al cammino di preparazione dei catecumeni al Battesimo, celebrato durante la Veglia di Pasqua.
A contribuire alla fisionomia concreta della Quaresima ha inciso in maniera determinante l’evoluzione delle pratiche disciplinari e penitenziali delle comunità cristiane, con una particolare accentuazione del digiuno e dell’astinenza nei primi secoli, quando spesso era consentito un solo pasto quotidiano, di norma verso sera, e venivano proibiti carne, pesce e, in molti luoghi, anche uova e prodotti caseari nel periodo quaresimale. Tale rigore si comprende nel quadro di una spiritualità in cui la rinuncia al cibo e ai piaceri leciti aveva una funzione pedagogica e simbolica, esprimendo il desiderio di conversione e il distacco da tutto ciò che poteva distogliere dalla centralità di Cristo e del mistero pasquale.
In Occidente l’assetto temporale dei quaranta giorni si stabilizza a partire dal VII secolo, quando si decide di anticipare l’inizio della Quaresima al cosiddetto Mercoledì delle Ceneri per ovviare al fatto che le domeniche, non essendo giorni di digiuno, non potevano essere conteggiate nel computo penitenziale e si ottenevano così solo trentasei giorni effettivi di digiuno . Anticipando di quattro giorni l’inizio del periodo, si giunge quindi a un numero complessivo di quaranta giorni di digiuno tra il Mercoledì delle Ceneri e il Sabato Santo, escludendo le domeniche, che restano pur sempre giorni di celebrazione della Risurrezione del Signore e quindi non assumono un carattere propriamente penitenziale.
Nella pratica liturgica attuale della Chiesa cattolica di rito romano, la Quaresima è definita come il periodo che va dal Mercoledì delle Ceneri alla Messa “in Cena Domini” del Giovedì Santo esclusa, per cui dura quaranta giorni effettivi se si escludono le domeniche, pur rimanendo queste ultime all’interno del tempo quaresimale come momenti in cui la comunità continua a celebrare il Mistero pasquale . Nel 2026, la Quaresima è dunque compresa tra oggi, 18 febbraio, e il Giovedì Santo del 2 aprile, secondo il calendario predisposto tenendo conto della data mobile della Pasqua, determinata come la domenica successiva alla prima luna piena di primavera, secondo un criterio fissato già al Concilio di Nicea.
All’interno della pluralità dei riti, la tradizione ambrosiana, diffusa in larga parte della Lombardia e dunque di particolare rilievo anche per il contesto bresciano confinante, presenta alcune peculiarità nel computo e nella forma della Quaresima, le cui origini vengono fatte risalire al IV secolo e all’epoca di sant’Ambrogio. In questa tradizione liturgica il tempo quaresimale ha una diversa articolazione delle settimane e il Mercoledì delle Ceneri non coincide sempre con la medesima data e lo stesso significato che assume nel rito romano, pur rimanendo identico il riferimento essenziale alla preparazione penitenziale alla Pasqua e al tema della conversione personale e comunitaria.
Il Mercoledì delle Ceneri, che segna l’inizio della Quaresima nel rito romano, è contrassegnato da un gesto liturgico di particolare forza simbolica, l’imposizione delle ceneri sul capo dei fedeli accompagnata da formule bibliche che richiamano la caducità della vita umana e l’invito alla conversione. Le ceneri, ottenute di norma bruciando i rami d’ulivo benedetti la Domenica delle Palme dell’anno precedente, evocano la condizione creaturale dell’uomo, “polvere” chiamata alla vita nuova in Cristo, e rinviano alle antiche pratiche penitenziali della Chiesa primitiva, quando i peccatori, cosparsi di cenere, intraprendevano pubblicamente un cammino di penitenza che trovava compimento nella riconciliazione sacramentale in prossimità della Pasqua.
La struttura della Quaresima, così come si è venuta configurando nei secoli, combina dimensioni diverse e complementari: da un lato la preparazione dei catecumeni ai sacramenti dell’iniziazione cristiana, che trova un momento forte nelle domeniche quaresimali, dall’altro il percorso penitenziale dei fedeli già battezzati, chiamati a rinnovare le promesse battesimali attraverso un cammino di conversione interiore. In tale prospettiva, la liturgia della Parola delle domeniche di Quaresima propone un itinerario biblico che unisce il tema dell’alleanza, della misericordia e della lotta contro il male, mentre le pratiche di digiuno, preghiera ed elemosina sono pensate come strumenti concreti per orientare nuovamente la vita verso il Vangelo.
Il digiuno quaresimale, pur attenuato nelle sue prescrizioni rispetto ai secoli passati, conserva un ruolo significativo e si concentra in particolare su due giornate, il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo, in cui la Chiesa invita a limitare in modo sostanziale l’assunzione di cibo e a praticare l’astinenza dalle carni . L’astinenza dal consumo di carne viene richiesta anche in tutti i venerdì di Quaresima, con lo scopo di tradurre in un gesto concreto la dimensione di sobrietà, rinuncia e solidarietà che contraddistingue questo periodo, non solo sul piano individuale, ma anche come segno condiviso dall’intera comunità ecclesiale.
Accanto agli aspetti propriamente liturgici e disciplinari, la Quaresima ha nel corso dei secoli generato un ricco patrimonio di tradizioni popolari e devozionali, profondamente radicate nelle comunità locali e spesso diverse da regione a regione, pur mantenendo un nucleo comune collegato ai temi del digiuno, della sobrietà e della preghiera. In molte aree d’Italia e d’Europa si sono affermate pratiche come le Via Crucis del venerdì, le missioni al popolo, i pellegrinaggi penitenziali, le novene e i quaresimali predicati, mentre sul piano del costume sociale la fine del Carnevale, che precede immediatamente il Mercoledì delle Ceneri, segna il passaggio da un periodo di festa e abbondanza a un tempo più sobrio e raccolto.
Non mancano, nella storia della pietà cristiana, tradizioni quaresimali legate alla cucina e alla vita domestica, con la diffusione di piatti semplici e privi di carne pensati per rispettare le indicazioni di digiuno e astinenza, che in diversi contesti hanno dato origine a una vera e propria cultura alimentare del periodo, fatta di ricette “di magro” e di una particolare attenzione a evitare ogni forma di spreco . In parallelo, nelle comunità parrocchiali e nelle realtà ecclesiali si sono moltiplicate le iniziative caritative e solidali, dal sostegno ai poveri alla raccolta di offerte per progetti missionari, in coerenza con l’antica triade quaresimale di preghiera, digiuno ed elemosina, già attestata nelle fonti dei primi secoli .
Lungo il Novecento e in particolare dopo il Concilio Vaticano II, la Chiesa ha più volte ribadito il significato della Quaresima come “tempo favorevole” per la conversione, sottolineandone non solo l’aspetto penitenziale, ma anche la dimensione pasquale e battesimale, che guarda alla rinascita in Cristo più che alla semplice rinuncia formale. I documenti del magistero e i messaggi quaresimali dei pontefici insistono sulla necessità che le pratiche di digiuno e penitenza siano accompagnate da un rinnovato impegno nella preghiera, nell’ascolto della Parola di Dio e nelle opere di carità, così che la Quaresima non si riduca a un insieme di osservanze esterne ma diventi un autentico cammino di trasformazione evangelica della vita.
Nel contesto odierno, in cui la società appare profondamente segnata da ritmi frenetici, consumismo e frammentazione, la Quaresima che comincia oggi si presenta, secondo molti osservatori ecclesiali, come una proposta di tempo “altro”, capace di restituire spazio al silenzio, alla sobrietà e alla cura delle relazioni, attraverso gesti semplici ma incisivi come la scelta di limitare il superfluo, dedicare più tempo alla preghiera personale e comunitaria e sostenere iniziative di solidarietà verso le persone più fragili. Resta immutato, al di là delle differenze culturali e delle trasformazioni storiche, il nucleo essenziale della Quaresima: un tempo di quaranta giorni in cui la Chiesa e i fedeli sono chiamati a riorientare la propria vita verso il mistero pasquale, attraverso un cammino di conversione interiore che affonda le radici nelle origini stesse della tradizione cristiana e continua a rinnovarsi nella storia. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
