L’escalation militare dell’Iran contro i Paesi arabi del Golfo Persico ha provocato la chiusura degli aeroporti di Dubai, Abu Dhabi e Doha, mandando in tilt il traffico aereo mondiale. Le ostilità, scattate all’indomani dell’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei, hanno trasformato la regione in un teatro di scontro geopolitico senza precedenti.
Alla base dell’offensiva iraniana non vi è una disputa territoriale diretta con i vicini arabi, ma la presenza sul loro suolo delle infrastrutture militari statunitensi. Teheran considera la presenza di basi americane in Bahrein, Kuwait e Qatar una minaccia esistenziale e un supporto diretto all’operazione che ha portato alla morte del proprio vertice politico. Droni iraniani sono stati intercettati sui cieli di Dubai e Abu Dhabi, spingendo i leader degli Emirati Arabi Uniti a intimare all’Iran di evitare un isolamento regionale irreversibile.
Il secondo giorno di ostilità ha portato alla quasi totale paralisi dei cieli mediorientali. Emirates e Qatar Airways hanno sospeso immediatamente tutti i voli, lasciando decine di migliaia di passeggeri in un limbo logistico. Le ripercussioni si sono fatte sentire in tutto il mondo: all’aeroporto di Bali, in Indonesia, oltre milleseicento turisti sono rimasti bloccati per la cancellazione delle rotte verso il Golfo. Molti viaggiatori occidentali in transito verso l’Europa o l’Asia si trovano ora fermi negli scali senza certezza sui tempi di rientro. All’interno dell’Iran, la connettività internet è crollata all’uno per cento, rendendo quasi impossibile ogni comunicazione con l’esterno.
La sicurezza dei cittadini stranieri è diventata una priorità per i governi occidentali. In Bahrein, l’ambasciata statunitense ha autorizzato l’evacuazione del personale non essenziale e dei familiari diplomatici, dopo che alcuni edifici della capitale Manama sono stati colpiti da un attacco missilistico. In Giordania, ai cittadini americani è stato ordinato di restare nelle proprie abitazioni. Fuori dall’area diretta del conflitto, in Pakistan, violente proteste anti-occidentali hanno portato all’assalto del consolato statunitense di Karachi, con scontri che hanno causato vittime tra i manifestanti.
La tensione ha raggiunto il punto più critico nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il transito del petrolio mondiale. Una petroliera battente bandiera di Palau, la Skylight, con un equipaggio composto da marinai indiani e iraniani, è stata attaccata mentre era in navigazione: quattro persone sono rimaste ferite. L’Iran sta utilizzando le comunicazioni radio per minacciare le navi mercantili in transito, mentre l’Oman, storicamente neutrale, ha denunciato attacchi con droni contro il porto di Duqm. Il blocco del passaggio potrebbe interrompere i flussi energetici verso l’Occidente e l’Asia, con conseguenze gravi per l’economia globale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
