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Crisi Carburante, Voli estivi a rischio: “Se continua la guerra ecco le tratte a rischio”

Il caro cherosene e il blocco dello Stretto di Hormuz mettono in allerta compagnie aeree e viaggiatori: a rischio le tratte meno redditizie da giugno.

Con l’avvicinarsi dell’estate, il timore di vedere cancellato il proprio volo si fa sempre più concreto per milioni di viaggiatori italiani ed europei. La causa principale è la crisi energetica innescata dal conflitto in Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz, che ha tagliato drasticamente le forniture di cherosene per aerei all’Europa.

L’ultimo carico di carburante aeronautico proveniente dal Golfo Persico è atteso al porto di Rotterdam il 9 aprile: dopo di che, le scorte inizieranno a diminuire progressivamente. Secondo le proiezioni degli operatori del settore, già a partire da fine aprile o inizio maggio le compagnie aeree europee potrebbero disporre della metà del cherosene abitualmente necessario.

Tra le compagnie più preoccupate ci sono Ryanair e Lufthansa. Michael O’Leary, amministratore delegato della low cost irlandese, ha dichiarato: “Se a giugno, luglio o agosto si dovesse verificare un rischio per il 10% o il 20% delle forniture di carburante, noi e le altre compagnie aeree dovremo iniziare a valutare la cancellazione di alcuni voli o la riduzione della capacità.” Lufthansa, dal canto suo, sta valutando la messa a terra di 20-40 aeromobili.

In Italia la situazione è monitorata con attenzione. Air BP Italia ha già segnalato possibili limitazioni nei rifornimenti presso gli scali di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia, con ulteriori restrizioni segnalate per Brindisi, Reggio Calabria e Pescara. Alessandro Fidato, direttore operativo di Aeroporti di Milano, ha cercato di rassicurare: “Nonostante il clima di crisi siamo ottimisti per le rassicurazioni ricevute dalle società petrolifere sulle forniture almeno nel breve e medio termine.”

Le tratte a maggior rischio sono quelle meno frequentate e meno redditizie: collegamenti verso le isole minori del Mediterraneo, scali secondari e rotte verso l’Asia. Sardegna e Sicilia potrebbero risentire in modo particolare delle cancellazioni, data la loro dipendenza dai collegamenti aerei. Secondo Andrea Giuricin, docente di Economia dei trasporti intervistato dalla trasmissione Dritto e Rovescio, “per le compagnie il cherosene vale il 40% dei costi complessivi”, una percentuale che rende insostenibili molte tratte in caso di ulteriore rincaro.

I mesi più delicati saranno giugno e settembre, nel pieno dell’alta stagione turistica. L’associazione ACI Europe ha tuttavia parzialmente rassicurato il settore, segnalando che l’86% degli aeroporti europei conta attualmente scorte nella norma o superiori. Anche in caso di rapida riapertura dello Stretto di Hormuz, però, la ricostruzione della catena logistica richiederebbe settimane.

Chi ha già prenotato un volo dovrebbe verificare la copertura assicurativa del proprio biglietto: in caso di cancellazione da parte della compagnia aerea per carenza di carburante, la normativa europea garantisce il rimborso integrale del biglietto o la riprogrammazione su un altro volo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!