Giancarlo Magalli non usa mezzi termini quando si parla di Rosario Fiorello. Ospite del format Non è la TV, il conduttore ha risposto senza esitazioni a chi gli chiedeva conferma della fama di permalosità dello showman siciliano.
“Lui è molto permaloso, non accetta le critiche”, ha dichiarato Magalli senza giri di parole. E ha aggiunto: “Se vuoi vivere tranquillo devi sempre dire quanto è bravo, altrimenti puoi decidere di affrontare la sua ira. Rosario Ha studiato nella mia scuola. Io negli anni ’80 ero il primo e unico animatore italiano e un tour operator mi chiese di formare altri animatori e tra loro, a Ostuni, c’era proprio Fiorello.”
Ma le critiche più pungenti sono arrivate quando il discorso si è spostato sulla Pennicanza, il programma del mattino che Fiorello conduce su Rai 1. Per Magalli, il successo dello show non sarebbe frutto soltanto del talento, ma di una strategia precisa: “È un grande esploratore: trova punti di scarso ascolto, si prende quella fascia e fa un risultato leggermente più alto.”
Un’analisi lucida e tagliente, quella del conduttore romano, che smonta la narrazione dei trionfi televisivi di Fiorello: “Tanto basta per far dire a tutti quanto è bravo, ma semplicemente sostituisce ciò che va male con qualcosa che va un po’ meglio.”
Nel corso della stessa intervista, Magalli ha anche parlato del suo rapporto con il Festival di Sanremo, confessando un rimpianto: “Avrei dovuto condurre il Festival alla fine degli anni ’80, era tutto pronto, ma i discografici non mi vollero.” Il motivo risiedeva nel suo essere un umorista, una figura che in quegli anni “dava fastidio” e che non era vista bene nell’ambiente. A sdoganare definitivamente l’ironia sul palco dell’Ariston fu, secondo Magalli, “Paolo Bonolis”. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
