Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra si sono schierati apertamente a favore del premier spagnolo Pedro Sánchez, dopo il suo rifiuto di consentire l’utilizzo delle basi militari iberiche per le operazioni condotte da Stati Uniti e Israele contro l’Iran e il Libano. Le dichiarazioni dei leader dell’opposizione hanno trasformato la vicenda internazionale in un attacco diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusata di non tutelare gli interessi nazionali italiani.
La delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo ha elogiato la posizione di Madrid, sostenendo che il governo progressista spagnolo offre “una lezione di sovranità ai tanti pseudo-sovranisti sparsi in tutta Europa”. La nota grillina ha descritto Meloni come una “cheerleader che rinnega gli interessi nazionali”, in contrasto con un Sánchez capace di “avere la schiena dritta”. Il M5S ha ribadito la necessità che l’Unione europea si mantenga fedele ai principi della pace, del diritto internazionale e del primato della diplomazia.
Il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini ha insistito su questa linea: “C’è una differenza enorme tra guidare un Paese e limitarsi a obbedire. Pedro Sánchez lo ha dimostrato subito. Giorgia Meloni fa l’esatto contrario: si inginocchia a ogni desiderata che arriva da Washington”. Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi Sinistra ha chiesto alla premier di “tirare fuori un po’ di coraggio e un po’ di dignità” e di condannare “il carattere illegale di questa aggressione unilaterale” di Trump e Netanyahu, garantendo che l’Italia non concederà basi militari e non sarà trascinata in guerra.
Dal Partito Democratico, Nicola Zingaretti ha difeso Sánchez affermando che il premier iberico non è isolato e indicandolo come “uno dei punti di riferimento per rimettere al centro il diritto internazionale”. La segretaria Elly Schlein è andata oltre, telefonando direttamente al presidente del Consiglio spagnolo per esprimergli “la solidarietà e il sostegno suoi e del Pd davanti alle minacce inaccettabili di Trump”.
La crisi diplomatica era esplosa dopo che Sánchez aveva dichiarato apertamente: “Non saremo complici di qualcosa che è dannoso per il mondo e che è anche contrario ai nostri valori e interessi, semplicemente per paura delle ritorsioni di qualcuno”. Trump aveva risposto definendo la Spagna un alleato “terribile” e minacciando ritorsioni commerciali. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
