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Famiglia nel Bosco, il tribunale ordina l’allontanamento della madre e la separazione dei minori

Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila dispone l’allontanamento di Catherine Birmingham dalla casa famiglia e ordina la separazione dei tre figli. Il Garante dell’Infanzia chiede la sospensione del provvedimento.
Credit © Rai

Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha emesso un’ordinanza con cui dispone l’allontanamento di Catherine Birmingham — la madre dei cosiddetti “bambini del bosco” — dalla casa famiglia in cui le era stato consentito di vivere insieme ai propri figli. Il provvedimento prevede anche la separazione dei minori tra loro. A renderlo noto è stato l’avvocato della famiglia, Marco Femminella, prima di accedere alla struttura dove era in programma la perizia psicologica sui bambini.

La decisione è giunta nel pieno svolgimento della consulenza tecnica disposta dal tribunale. “C’è un’ordinanza di un tribunale che ha una sensibilità talmente alta che noi abbiamo apprezzato che in pieno svolgimento della consulenza ha deciso di allontanare i bambini e separare la madre”, ha dichiarato l’avvocato Femminella. Il legale ha poi aggiunto con una nota ironica: “Probabilmente questa consulenza, avrebbe detto Andreotti, non andava bene come stava andando, così l’abbiamo interrotta”.

Non è al momento chiaro se i test psicologici sui minori verranno effettuati nella struttura protetta o in altro luogo. La perizia era programmata per venerdì 6 e sabato 7 marzo, come già richiesto dallo stesso team legale che assiste la coppia anglo-australiana.

La notizia ha suscitato la reazione dei periti di parte. Marina Aiello, psicologa del team che segue la famiglia, ha definito la decisione del tribunale un provvedimento che “ci terrorizza”. “Non ho ancora parlato con i genitori — ha spiegato entrando nella struttura protetta — siamo qui per fare il colloquio e vedere i bambini. Mi auguro di poterlo fare, questa è la mia speranza. Si tratta di uno sconvolgimento che ha fatto un’escalation di gravità enorme e assurda”.

Contro il provvedimento si è espressa anche l’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Marina Terragni, che ha chiesto la sospensione immediata della decisione in attesa di “un ulteriore approfondimento medico indipendente” volto a valutare le possibili conseguenze del trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini. “Auspico pertanto che la decisione di trasferire i minori separandoli dalla madre venga sospesa in attesa degli esiti di questo nuovo esame”, ha dichiarato.

Il Garante ha ricordato che alcune settimane fa una perizia indipendente realizzata dalla Asl Lanciano Vasto Chieti aveva già segnalato uno stato di disagio e sofferenza dei minori, indicando come “indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari al fine di estinguere i comportamenti di disagio evidenziati dai bambini”. Secondo Terragni, quell’indicazione non avrebbe trovato ascolto e il nuovo provvedimento si muoverebbe “in direzione contraria, infliggendo ai minori l’ulteriore trauma di essere separati, oltre che dal padre, anche dalla madre”. La garante ha quindi richiamato il “principio inaggirabile del superiore interesse del minore” come criterio centrale di ogni decisione in materia. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!