Un oggetto artificiale in orbita da oltre un anno è destinato a concludere il proprio viaggio contro la superficie lunare. Secondo i calcoli dell’astronomo Bill Gray, lo stadio superiore di un razzo Falcon 9 di SpaceX colpirà la Luna il 5 agosto 2026. L’oggetto, identificato come 2025-10D, è ciò che resta della missione lanciata il 15 gennaio 2025 per trasportare due lander lunari: Blue Ghost di Firefly Aerospace, atterrato con successo, e Hakuto-R della giapponese Ispace, che invece non ha completato la missione.
Dopo il lancio, il primo stadio del Falcon 9 ha eseguito regolarmente il rientro controllato, atterrando su una piattaforma oceanica per essere riutilizzato, secondo la prassi ormai consolidata di SpaceX. Diversamente, il secondo stadio è rimasto in orbita, intrappolato in una traiettoria caotica influenzata dall’attrazione gravitazionale della Terra e della Luna.
È proprio questa orbita instabile ad aver attirato l’attenzione di Gray, noto per il suo lavoro nel tracciamento degli oggetti celesti e dei detriti spaziali attraverso il software sviluppato nell’ambito del Project Pluto. L’astronomo ha ricostruito il percorso dell’oggetto, giungendo alla conclusione che l’impatto lunare è ormai inevitabile. “Ha effettuato alcuni passaggi ravvicinati alla Luna e alla Terra, ma finora nessuno di questi è stato sufficientemente vicino da fare pensare a un possibile impatto”, ha spiegato Gray, sottolineando come l’evoluzione orbitale abbia successivamente cambiato scenario.
Il calcolo della traiettoria, affinato nel tempo grazie a osservazioni e simulazioni, indica dunque una collisione con la superficie lunare nella data prevista. Si tratta di un evento che non comporta rischi per la Terra né per le infrastrutture spaziali operative, ma che riaccende il dibattito sulla gestione dei detriti in orbita. Lo stesso Gray evidenzia come episodi di questo tipo riflettano criticità ancora irrisolte: “non rappresenta alcun pericolo” ma mette in luce “una certa negligenza nel modo in cui vengono smaltiti i detriti spaziali”.
L’impatto, se confermato, costituirà un ulteriore caso di collisione non pianificata sulla Luna, un corpo celeste privo di atmosfera significativa e dunque incapace di distruggere o rallentare oggetti in arrivo. In un’epoca di crescente attività spaziale commerciale e scientifica, la vicenda del 2025-10D evidenzia la necessità di strategie più rigorose per la gestione del fine vita dei veicoli spaziali, soprattutto in un contesto in cui le missioni verso la Luna stanno rapidamente aumentando. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
