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Parte da Sigonella la Caccia al Krasnodar, il sottomarino più silenzioso della flotta russa

Un P-8A Poseidon decollato da Sigonella monitora il sottomarino russo B-265 Krasnodar nel Mediterraneo, mentre indaga sull’affondamento della petroliera GNL Arctic Metagaz avvenuto il 3 marzo 2026.

Dalla Naval Air Station di Sigonella parte una delle operazioni di sorveglianza navale più intense degli ultimi mesi nel Mediterraneo. Un aereo da pattugliamento marittimo P-8A Poseidon della US Navy, decollato dalla base siciliana, è impegnato su due fronti critici: l’indagine sull’affondamento della petroliera russa Arctic Metagaz e il tracciamento del sottomarino B-265 Krasnodar della Flotta del Mar Nero.

Il 3 marzo 2026, la nave metaniera Arctic Metagaz — una nave della cosiddetta “flotta ombra” russa con a bordo 62.000 tonnellate di gas naturale liquefatto, proveniente da Murmansk e diretta a Port Said — è affondata nel Mediterraneo centrale, a circa 130-240 chilometri a nord di Sirte (Libia), dopo una serie di esplosioni e un incendio devastante. I 30 membri dell’equipaggio sono stati tutti tratti in salvo da una nave cargo nelle vicinanze. Il Ministero dei Trasporti russo ha attribuito l’affondamento a droni navali ucraini lanciati dalla costa libica, definendolo un “attacco terroristico”, mentre le autorità libiche hanno parlato di “esplosioni di origine sconosciuta”. Anche Vladimir Putin ha indicato l’Ucraina come responsabile, collegando l’episodio a presunti piani contro infrastrutture energetiche russe come i gasdotti Blue Stream e TurkStream.

Mentre l’equipaggio veniva recuperato, il P-8A Poseidon decollato da Sigonella si è portato immediatamente sull’area, descrivendo orbite strette a “racetrack” attorno al relitto. I sofisticati sensori ottici e radar a bordo del velivolo hanno lavorato incessantemente per classificare i danni e raccogliere immagini e segnali utili a distinguere un atto ostile da un incidente, fornendo in tempo quasi reale dati di situational awareness alla Sesta Flotta USA e agli alleati della NATO.

Ma la missione del Poseidon non si è limitata all’ispezione del relitto. Abbandonata la zona dell’affondamento, il velivolo ha puntato verso gli approcci settentrionali del Canale di Suez per dare la caccia a una minaccia subacquea silenziosa: il B-265 Krasnodar. Si tratta di un sottomarino d’attacco a propulsione diesel-elettrica della classe Kilo migliorata, variante Project 636.3, entrato in servizio il 5 novembre 2015 e assegnato alla Flotta del Mar Nero. Il Krasnodar è lungo 73,8 metri, largo 9,9 metri, con un dislocamento in immersione di circa 3.100-4.000 tonnellate e una profondità operativa massima di 300 metri. È in grado di navigare a velocità fino a 20 nodi in immersione e ha un’autonomia di 6.000-7.500 miglia nautiche per 45 giorni di navigazione indipendente.

La caratteristica che rende il Krasnodar particolarmente temuto dalla NATO è il suo rivestimento anecoico in gomma, che riduce drasticamente la sua firma acustica: la US Navy lo ha soprannominato “Black Hole” per la sua capacità di disperdersi nel fondo acustico del mare. Il sottomarino è armato con 6 tubi lanciasiluri prodieri da 533 mm — compatibili con siluri di vario tipo, tra cui quelli filoguidati — e con il complesso missilistico Kalibr-PL: missili da crociera 3M54K per bersagli navali, 3M14K per attacchi a terra e versioni antisommergibile. Dispone inoltre di 8 lanciatori per missili antiaerei a corto raggio 9K310 Igla-1.

Per intercettare un’unità così furtiva, il P-8A Poseidon proiettato da Sigonella dispone di un arsenale tecnologico di prim’ordine: radar ad apertura sintetica, suite SIGINT (Signal Intelligence) per l’intercettazione elettronica e una rete di sonoboe sganciate in mare capace di costruire un quadro tridimensionale della situazione sottomarina. Le informazioni raccolte alimentano in tempo reale la consapevolezza tattica della Sesta Flotta e degli altri assetti NATO dislocati nell’area, tra cui il gruppo d’attacco della portaerei USS Gerald R. Ford (CVN-78), schierata nel Mediterraneo orientale a inizio marzo 2026 per rafforzare la postura di deterrenza degli Stati Uniti.

La Naval Air Station di Sigonella si conferma così il nodo strategico più critico dell’Intelligence, Surveillance e Reconnaissance (ISR) di NATO e USA nel Mediterraneo: un avamposto da cui si dipana la sorveglianza su un mare diventato crocevia di conflitti asimmetrici, traffici energetici ombra e minacce subacquee invisibili. In questo scacchiere ad alta tensione, le operazioni aeree condotte dalla pista siciliana fungono da ponte tra la sorveglianza marittima e la diplomazia coercitiva, monitorando e cercando di disinnescare ogni potenziale escalation. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!