Pete Docter, CEO di Pixar, è tornato a difendere la decisione di rimuovere dal film d’animazione Elio i contenuti legati alle tematiche LGBTQ+, originariamente parte integrante del progetto. La dichiarazione ha riacceso il dibattito online, dividendo nettamente il pubblico.
Elio era stato concepito con un protagonista dichiaratamente queer, una scelta confermata più volte dal regista Adrian Molina e dai produttori nelle fasi di sviluppo. Il film è poi uscito con questa componente completamente rimossa, deludendo le aspettative sia al botteghino che presso la critica, risultando uno dei capitoli meno brillanti della storia recente dello studio.
Commentando la questione, Docter ha usato parole nette: “Stavamo facendo un film, non una seduta di terapia da centinaia di milioni di dollari”. La dichiarazione ha immediatamente suscitato reazioni polarizzate sui social network.
Tra i detrattori si è levata la voce di chi ritiene che la storia originale sarebbe dovuta restare intatta: “Elio meritava la sua storia completa, senza elementi scartati”, hanno scritto alcuni utenti. Non mancano però le voci contrarie: “Da uomo gay che considera Elio uno dei suoi film Pixar preferiti, credo che questa versione ci dia abbastanza elementi per capire cosa sta succedendo”, si legge in un altro commento.
La vicenda si inserisce in un momento di acceso dibattito sull’approccio dei grandi studios hollywoodiani alla rappresentazione LGBTQ+ nelle produzioni mainstream. Elio, nonostante le polemiche, ha trovato spazio su Disney+ dopo una performance sottotono nelle sale cinematografiche. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
