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Ceccon: “Mi alleno con signore che fanno acquagym, non posso prepararmi così per le Olimpiadi”

Il campione olimpico di nuoto Thomas Ceccon denuncia le condizioni degli impianti: costretto a dividere la vasca con i corsi di acquagym mentre si prepara per Los Angeles 2028.
Instagram @ceccon_thomas

Thomas Ceccon, oro olimpico nei 100 metri dorso a Parigi 2024, denuncia le difficoltà che incontra quotidianamente nel prepararsi alle prossime Olimpiadi di Los Angeles 2028. In un’intervista rilasciata a Repubblica, il nuotatore vicentino ha raccontato le condizioni in cui è costretto ad allenarsi al Centro Federale di Verona, dove si prepara da quando aveva sedici anni sotto la guida del coach Alberto Burlina.

Il problema riguarda la gestione degli spazi nella piscina: Ceccon si ritrova a dividere la corsia con i corsi di fitness acquatico. “A Verona, io condivido uno spazio in piscina con tre gruppi di signore che alle 9.30 entrano per fare acquagym. Non voglio essere maleducato, ma il loro programma prevede anche una musica alta. E a me che mi sto allenando mi deconcentra molto. Questa cosa va cambiata, non posso prepararmi così per le Olimpiadi”, ha dichiarato il campione.

Le dichiarazioni arrivano al rientro da un periodo di allenamento in Australia, dove Ceccon ha trascorso un mese e mezzo in collegiale con il team St. Peters Western, nel gruppo del preparatore Dean Boxall. Un’esperienza intensa, da cui però il nuotatore ha già messo un punto fermo: “Gli australiani rispetto a noi curano di più la parte atletica: palestra, corsa, spinning. Stavolta in porzioni ancor più generose. E con il gruppo di Dean Boxall sempre sveglia presto. Ho preso casa, ho cucinato, ho affittato un’auto, in modo da essere più indipendente. L’esperienza mi è servita, ma non penso più di ritornare in Australia. Per me è un capitolo chiuso”.

Ceccon allarga poi la riflessione al problema strutturale degli impianti sportivi in Italia, tirando in ballo il confronto con le infrastrutture create in vista delle Olimpiadi Invernali di Milano: “Ho visto che a Milano si è molto parlato di tenere stabilmente un palazzo del ghiaccio, ma nessuno fa notare che non esiste una piscina olimpica di 50 metri. La stanno costruendo nella zona del Cardellino, sarà a dieci corsie, ma per ora non c’è. Alla fine noi al nuoto diamo gli anni migliori della nostra vita, ma come siamo ricambiati?”.

A rispondere alle lamentele del campione è stato Roberto Cognonato, direttore del Centro Federale e presidente del comitato federale veneto: la struttura è già al lavoro per riorganizzare la gestione degli spazi e garantire agli atleti azzurri, tra cui anche Nicolò Martinenghi, la preparazione adeguata fino ai Giochi californiani, evitando sovrapposizioni con i circa 400 fruitori giornalieri dei corsi.

Intanto Ceccon guarda alla stagione in corso con il debutto previsto alla Lausanne Swim Cup 2026, in programma dal 13 al 15 marzo alla Vaudoise Aréna di Losanna. L’obiettivo a lungo termine è Los Angeles 2028, dove punta a competere su più specialità seguendo quella che lui stesso chiama la “modalità Phelps”: “Vedremo cosa aggiungere o tagliare nel dorso o nel delfino, staffetta a parte. Per poi puntare a Los Angeles 28”. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!