Una rivelazione destinata a riscrivere, almeno in parte, la biografia privata di Raffaella Carrà emerge dagli atti di una causa giudiziaria discussa dinanzi al Tribunale di Roma: la showgirl e cantante scomparsa nel luglio del 2021 avrebbe adottato in forma riservata Gian Luca Pelloni Bulzoni, nato a Ferrara nel 1964 e residente a Roma, per anni uno dei suoi collaboratori più stretti nella veste di segretario personale e manager.
La notizia, anticipata in esclusiva dal sito del Corriere della Sera e ripresa dalle principali testate nazionali, è emersa indirettamente dal carteggio processuale relativo a una controversia legale che coinvolge la società spagnola produttrice del musical teatrale Ballo Ballo, tratto dall’omonimo film del 2020 diretto da Nacho Álvarez e interamente costruito sulla musica e sull’immagine di Carrà, intitolato in Spagna Explota Explota.
Bulzoni, che oggi dirige la Arcoiris Edizioni Musicali di cui è titolare, aveva presentato ricorso al Tribunale di Roma chiedendo l’inibitoria alla realizzazione, distribuzione, pubblicizzazione e rappresentazione del musical, in qualsiasi forma e tramite qualunque mezzo, lamentando l’assenza del suo consenso quale erede unico dell’artista.
Nel provvedimento depositato agli atti, Bulzoni si è qualificato come titolare dei diritti sull’immagine, sulla voce e sul nome, reale e d’arte, nonché dei dati e delle informazioni sulla vita personale e professionale di Raffaella Carrà, rivendicando altresì la titolarità del diritto morale e dei diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno dell’artista. Un insieme di prerogative che, nel diritto italiano, spettano in via esclusiva all’erede legittimo.
Il giudice Laura Centofanti non ha tuttavia accolto la richiesta di inibitoria, motivando il rigetto con il fatto che le 36 rappresentazioni teatrali del musical già andate in scena dopo il film del 2020 si erano nel frattempo concluse e che non ne erano previste ulteriori. Il magistrato ha precisato che per eventuali risarcimenti l’erede della Carrà dovrà proseguire l’azione legale nell’ambito del processo di merito, lasciando aperta la strada a un contenzioso che potrebbe rivelarsi lungo e articolato.
Fra le contestazioni specifiche contenute nel provvedimento giudiziario, pubblicato nei giorni scorsi, figura anche quella relativa a una campagna di promozione nella quale la vendita dei biglietti per il teatro era abbinata a un omaggio commerciale costituito da patatine e Coca Cola: circostanza che, secondo Bulzoni, avrebbe gravemente offeso la memoria di sua madre, a ulteriore dimostrazione di come egli si consideri a tutti gli effetti figlio dell’artista sul piano legale, affettivo e morale.
La figura di Gian Luca Pelloni Bulzoni era già nota nell’entourage della Carrà prima ancora di questa rivelazione: per anni aveva affiancato l’artista nei meccanismi gestionali della sua carriera, occupandosi degli aspetti organizzativi e amministrativi con una prossimità che andava ben al di là del normale rapporto professionale. Che tale prossimità si fosse tradotta in un’adozione formale, seppur mantenuta rigorosamente riservata, non era però mai emerso pubblicamente fino ad oggi.
La scelta della Carrà di non rendere pubblica l’adozione si inserisce in una biografia privata da sempre custodita con estrema gelosia. L’artista, che nel corso della sua carriera aveva costruito un’immagine pubblica potente e iconica, aveva mantenuto con altrettanta coerenza una netta separazione tra sfera professionale e vita personale, alimentando quella riservatezza che ha reso la sua figura ancora più sfuggente e affascinante agli occhi del pubblico e dei media.
Raffaella Carrà lascia altresì due nipoti, Matteo e Federica Pelloni, figli del fratello Vincenzo, scomparso nel 2001 a soli 56 anni. La loro posizione rispetto all’eredità dell’artista non è al momento oggetto delle controversie emerse in questi giorni, che riguardano esclusivamente i diritti di natura artistica e d’autore gestiti in capo all’erede adottivo.
Il caso riporta al centro del dibattito pubblico e giuridico la questione della tutela post mortem dei diritti d’immagine e d’autore degli artisti, un tema sempre più rilevante nell’era digitale, in cui l’immagine e il nome di un personaggio celebre continuano a generare valore commerciale significativo ben oltre la morte del suo titolare. I diritti connessi alle opere di Raffaella Carrà, che include un catalogo musicale di portata internazionale e un archivio televisivo di straordinario valore, rappresentano un patrimonio di notevole rilevanza economica, la cui gestione e tutela saranno d’ora in poi affidate, secondo quanto emerge dagli atti giudiziari, esclusivamente a Bulzoni.
La vicenda del musical Ballo Ballo non è la prima controversia legata all’uso del nome e dell’immagine della Carrà dopo la sua scomparsa, e difficilmente sarà l’ultima: il profilo dell’artista resta uno dei più riconoscibili e commercialmente sfruttabili della storia dello spettacolo italiano, con una proiezione internazionale che va ben oltre i confini nazionali, come testimonia la straordinaria fortuna che il suo repertorio ha avuto in Spagna e nell’America Latina. Spetterà ora a Bulzoni, in quanto erede unico riconosciuto, gestire e difendere questo immenso lascito artistico e commerciale nei prossimi anni. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
