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Maltempo, i Temporali e la NEVE di domani mercoledì 18: ecco le regioni nel mirino

Mercoledì 18 marzo correnti fredde orientali portano maltempo sull’Italia con acquazzoni, nevicate e calo termico. Adriatico e Sud le zone più colpite.

Un nuovo cambio del tempo è atteso sull’Italia nella giornata di mercoledì 18 marzo, quando correnti fredde di origine orientale irrompono sulla penisola portando instabilità diffusa, un sensibile calo delle temperature e nevicate a quote relativamente basse per il periodo. L’episodio si inserisce in un mese di marzo particolarmente variabile, con fasi di maltempo organizzato che si alternano a brevi finestre stabili.

Il meccanismo alla base del peggioramento è chiaro: un robusto anticiclone si posiziona sul Baltico con valori di pressione che raggiungono i 1030 millibar. Sul suo fianco meridionale scorrono masse d’aria fredda di provenienza est-balcanica che, superando i Balcani, si fiondano sul Mediterraneo e investono buona parte dell’Italia. A circa 1500 metri di quota, i modelli meteorologici stimano temperature tra i 2 e i 4 gradi sotto zero, con ripercussioni sulle nevicate in quota e un raffreddamento percepibile anche in pianura nelle ore serali e notturne.

Nella prima parte della giornata, tra la mezzanotte e le ore 12, le piogge interessano principalmente il versante adriatico e alcuni settori del Nord. Al Nord i rovesci coinvolgono l’Emilia Romagna, il settore ligure centro-occidentale e il Piemonte centro-meridionale, mentre il resto del Settentrione si mantiene prevalentemente asciutto. Al Centro il maltempo è più intenso: acquazzoni anche forti tra Marche, Umbria orientale e Abruzzo, con il versante tirrenico e la Sardegna che restano al riparo dai fenomeni. Al Sud rovesci colpiscono il Molise, il Salento, la Calabria ionica e la Sicilia, mentre sul resto del Meridione le precipitazioni risultano più sporadiche e discontinue.

Per quanto riguarda le nevicate nella mattinata, al Nord i fiocchi scendono debolmente nel Cuneese e sull’Appennino ligure centro-occidentale oltre gli 800 metri, mentre sull’Appennino emiliano-romagnolo la quota neve si abbassa ulteriormente, con fiocchi possibili oltre i 650-700 metri. In Emilia Romagna si segnala inoltre un’allerta meteo gialla per vento emessa dall’agenzia Arpae: nelle province di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini si prevedono raffiche di bora fino a 62-74 km/h, con possibili temporanei superamenti e rischio di erosione dei litorali. Al Centro la neve tocca l’Appennino abruzzese e marchigiano oltre i 700-800 metri, mentre al Sud nevica oltre gli 800 metri in Molise e soltanto sopra i 1200-1300 metri nel resto del Meridione.

Nel pomeriggio e nella serata il maltempo si sposta con più decisione verso il Centro-Sud. Al Nord si attenuano progressivamente i fenomeni: restano ultimi rovesci sul Piemonte occidentale e piogge sulla Romagna, mentre altrove il cielo si schiarisce. Al Centro gli acquazzoni si concentrano ancora tra Marche, Umbria orientale e Abruzzo, con qualche piovasco che raggiunge anche la Sardegna meridionale e probabilmente il basso Lazio, mentre il versante tirrenico centro-settentrionale rimane asciutto. Al Sud nel pomeriggio e in serata si registrano i fenomeni più intensi di tutta la giornata: rovesci forti investono la Puglia centro-meridionale, con precipitazioni sparse anche nel resto del Meridione, ad eccezione della Sicilia occidentale e delle coste campane.

Le nevicate nel pomeriggio e in serata si ritirano leggermente in quota. Al Nord residuano nel Cuneese oltre i 700 metri e sull’Appennino emiliano-romagnolo oltre gli 800-900 metri. Al Centro la neve scende oltre i 900 metri sull’Appennino marchigiano e oltre i 1100 metri su quello abruzzese. Al Sud i fiocchi interessano l’Appennino lucano e molisano a partire dagli 800-900 metri, mentre altrove la quota neve risale a 1100-1200 metri. In serata e in nottata i fenomeni più intensi — con acquazzoni, temporali e neve abbondante oltre i 1000 metri — si concentrano ancora sul medio versante adriatico e sulle regioni meridionali.

In sintesi, le regioni più esposte all’impatto dell’irruzione fredda risultano Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, dove la combinazione di precipitazioni abbondanti e temperature in rapido calo aumenta la probabilità di fenomeni nevosi fin a quote collinari. L’episodio di mercoledì 18 marzo si preannuncia come uno degli ultimi eventi invernali significativi prima dell’ingresso nella primavera meteorologica: da aprile in poi le condizioni atmosferiche difficilmente favoriranno irruzioni fredde di questa portata sul Mediterraneo centrale.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!