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Referendum, Giorgia Meloni da Fedez e Marra a Pulp Podcast per parlare prima del voto

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarebbe ospite del Pulp Podcast di Fedez e Mister Marra, con la puntata attesa online giovedì 19 marzo, a pochi giorni dal referendum sulla separazione delle carriere in magistratura del 22-23 marzo 2026.

A pochi giorni dal voto referendario del 22 e 23 marzo sulla separazione delle carriere in magistratura, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe scelto un palcoscenico inedito per la comunicazione istituzionale: il Pulp Podcast, la trasmissione condotta dal rapper Fedez e dal giornalista e conduttore Mr. Marra, uno dei format audio-video più seguiti della nuova generazione digitale italiana.

Secondo fonti vicine al governo citate dal Fatto Quotidiano, la puntata sarebbe già stata registrata domenica 15 marzo e sarebbe destinata a essere pubblicata online giovedì 19 marzo, a due giorni dall’inizio del silenzio elettorale, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico ampio e trasversale sui canali social nei giorni immediatamente precedenti al voto. Né Palazzo Chigi né il team del podcast hanno confermato ufficialmente la notizia al momento della pubblicazione di questo articolo.

La scelta di affidarsi a un canale come il Pulp Podcast rappresenta una mossa comunicativa di notevole portata strategica, in grado di intercettare fasce di elettorato — in particolare i giovani e i più giovani adulti — che difficilmente vengono raggiunte dai tradizionali strumenti di informazione politica quali i talk show televisivi o i quotidiani cartacei. Il podcast di Fedez e Mister Marra vanta un bacino di ascolto significativo sulle principali piattaforme di streaming e sui social network, dove ogni episodio genera un flusso di condivisioni e commenti che amplifica esponenzialmente la diffusione dei contenuti.

Il referendum in questione è una consultazione popolare confermativa — priva quindi di quorum — sulla legge costituzionale n. 253 del 30 ottobre 2025, approvata dal Parlamento con la maggioranza assoluta ma senza i due terzi dei voti necessari per evitare il voto referendario. Il cuore della riforma è la cosiddetta separazione delle carriere: se prevarrà il Sì, giudici e pubblici ministeri seguiranno percorsi professionali del tutto distinti, saranno governati da due Consigli Superiori della Magistratura separati e sottoporranno le proprie condotte disciplinari a una nuova Alta Corte appositamente istituita. Se prevarrà il No, l’assetto costituzionale attuale resterà invariato.

La premier aveva già illustrato le ragioni della riforma nel corso di un evento organizzato da Fratelli d’Italia al Teatro Parenti di Milano il 12 marzo 2026, sottolineando come l’obiettivo del governo non sia quello di contrapporre l’esecutivo alla magistratura, bensì di “sistemara quello che non funziona, non solo per i magistrati ma soprattutto per i cittadini”. Una narrativa che il governo intende evidentemente portare anche nei circuiti digitali più frequentati, sfruttando la visibilità e la capacità di engagement di una piattaforma come il Pulp Podcast.

Il Pulp Podcast, giunto alla seconda stagione con oltre cinquanta episodi all’attivo, si è già occupato del referendum della giustizia in più occasioni, ospitando personalità di diverso orientamento: da Nicola Gratteri a Gherardo Colombo, entrambi schierati per il No, fino ad Antonio Di Pietro, nella puntata numero 50, andata online il 15 febbraio 2026. La presenza di Meloni costituirebbe dunque il naturale completamento del mosaico di voci raccolte attorno al quesito referendario, portando per la prima volta la voce diretta di chi ha promosso la riforma all’interno del format.

Il rapporto tra Fedez e la politica di centrodestra è stato negli ultimi anni oggetto di letture contrastanti. Il rapper, che nel 2022 aveva polemicamente ricordato a Meloni alcune sue dichiarazioni giovanili e che a Sanremo 2023 aveva bersagliato esponenti del governo, aveva smentito categoricamente, nel gennaio 2026, ogni ipotesi di militanza a favore del Sì, mostrando pubblicamente le chat con un giornalista del Fatto Quotidiano che lo interrogava in merito. “Quando vedete questa testa di … in compagnia di politici, sappiate che sono sempre in missione per conto del podcast Pulp”, aveva scritto sui social, chiarendo la propria posizione di conduttore e non di testimonial.

L’eventuale puntata con Meloni si inserirebbe quindi in una logica editoriale coerente con il progetto del podcast, che ha sempre dichiarato di voler offrire al proprio pubblico una pluralità di punti di vista, indipendentemente dagli orientamenti politici degli ospiti. Per il governo, la vetrina offerta da un format con milioni di potenziali ascoltatori sui canali digitali rappresenterebbe un’opportunità di comunicazione diretta senza mediazioni giornalistiche, in una campagna referendaria in cui la mobilitazione del voto — soprattutto quello giovanile — costituisce una variabile determinante, dal momento che la consultazione non prevede quorum e ogni voto espresso pesa in modo diretto sull’esito finale.

Il voto referendario è fissato per domenica 22 marzo, dalle ore 7 alle ore 23, e lunedì 23 marzo, dalle ore 7 alle ore 15. Gli italiani potranno recarsi alle urne esprimendo la propria preferenza con un Sì o con un No alla riforma costituzionale già approvata dal Parlamento. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!