Il tempo non concede tregua all’Italia. Tra il 25 e il 31 marzo è atteso un nuovo ciclo di instabilità atmosferica, innescato da un rallentamento della corrente a getto che favorirà l’ingresso di correnti settentrionali più incisive. Le regioni più esposte saranno quelle del versante adriatico e del Sud: in particolare Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata sono indicate come le aree a maggior rischio per piogge, raffiche di vento e calo termico.
Non si tratterà di un peggioramento compatto e continuativo, ma di una serie di impulsi rapidi che si succederanno nell’arco della settimana. Ogni passaggio sarà comunque in grado di movimentare l’atmosfera, portando cieli mutevoli, precipitazioni a carattere di rovescio e temperature in netto ribasso rispetto ai valori della prima parte del mese.
Sul versante adriatico centro-meridionale, le province marchigiane e abruzzesi potrebbero essere interessate da precipitazioni moderate e venti settentrionali anche forti, con possibili raffiche sulla costa. Il Molise, esposto sia al settore adriatico sia alle correnti da nord-est, rappresenta un’area di confine particolarmente vulnerabile ai passaggi perturbati in questa configurazione atmosferica.
Più a sud, Puglia e Basilicata vivranno anch’esse momenti di instabilità marcata. In Puglia l’attenzione è rivolta soprattutto al Tavoliere e al Salento, zone già interessate da allerte meteo nelle settimane precedenti. La Basilicata, con i suoi settori meridionali e interni, è esposta sia alle correnti ioniche sia a quelle adriatiche, rendendola una regione doppiamente vulnerabile. Anche Calabria e Sicilia, storicamente tra le prime a essere raggiunte dalle perturbazioni che scendono verso il Mediterraneo, potrebbero essere coinvolte in modo più marcato qualora uno degli impulsi riuscisse a spingersi ulteriormente verso sud.
Lo scenario alternativo proposto dal modello europeo ECMWF prevede la possibilità che una delle saccature settentrionali penetri più in profondità nel Mediterraneo, estendendo il maltempo all’intera Penisola. In questo caso si avrebbero piogge più diffuse anche al Centro-Nord, neve sull’Appennino a quote moderate, venti forti su tutti i bacini marittimi e un calo termico più marcato. Si tratta tuttavia di uno scenario considerato meno probabile rispetto a quello principale.
A Nord-Ovest, Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta e Liguria si troverebbero in una posizione più riparata, con la prevalenza dell’effetto Foehn: venti di caduta dalle Alpi, schiarite e clima secco ma con raffiche localmente intense nelle vallate alpine. Le temperature in queste zone potrebbero risultare superiori alla media stagionale proprio per effetto di questo fenomeno.
Sul finire del mese, un ulteriore rallentamento della corrente a getto potrebbe favorire la discesa di un impulso perturbato con componente più occidentale, capace di coinvolgere l’intera Penisola in modo più uniforme. È uno scenario ancora in evoluzione e da confermare nelle prossime emissioni modellistiche, ma che potrebbe segnare un passaggio verso una circolazione primaverile tipicamente irregolare.
Anche i primi giorni di aprile non sembrano promettere stabilità. Le previsioni indicano il persistere di correnti irregolari e di nuovi impulsi freddi da nord, con un clima più fresco della media stagionale soprattutto al Centro-Sud, dove l’instabilità potrebbe prolungarsi oltre il cambio di mese.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
