Scarica l'App NewsRoom.
Non perderti le ULTIME notizie e le ALLERTA METEO in tempo reale.

Scarica GRATIS

È Morto Paolo Cirino Pomicino, lo storico leader della Dc aveva 86 anni

Figura chiave della Dc andreottiana, Pomicino è stato protagonista delle stagioni decisive della Prima Repubblica, tra governo, polemiche e inchieste che hanno segnato la storia politica italiana.

È morto all’età di 86 anni Paolo Cirino Pomicino, storico esponente della Democrazia cristiana e figura centrale della stagione politica che ha accompagnato l’Italia tra gli anni Ottanta e Novanta. Conosciuto anche con il soprannome di “O’ Ministro”, attribuitogli dagli avversari, si è spento nel pomeriggio di sabato 21 marzo dopo un ricovero durato alcuni giorni.

Nato nel 1939, Pomicino aveva iniziato il suo percorso professionale lontano dalla politica, laureandosi in medicina e chirurgia e lavorando presso l’ospedale Cardarelli di Napoli, prima come assistente neurochirurgo e poi come aiuto neurologo. Il passaggio alla vita pubblica lo avrebbe portato a diventare uno dei volti più riconoscibili della corrente andreottiana della Democrazia cristiana, accanto a Giulio Andreotti, con cui condivise una lunga militanza politica.

La sua carriera istituzionale lo vide protagonista nei governi della fine della Prima Repubblica, dove ricoprì incarichi di primo piano, tra cui quelli di ministro del Bilancio e della Funzione Pubblica. In quegli anni fu considerato uno dei principali gestori della spesa pubblica e un punto di riferimento nelle politiche destinate al Mezzogiorno, contribuendo alle scelte economiche in una fase delicata per il Paese.

Il suo nome è rimasto legato anche alle vicende giudiziarie di Mani Pulite, che segnarono profondamente la fine della Prima Repubblica e avviarono una lunga stagione di trasformazioni politiche. Dopo il declino della Democrazia cristiana, Pomicino continuò a intervenire nel dibattito pubblico come analista e autore, offrendo riflessioni sulle evoluzioni istituzionali e sui nuovi equilibri politici italiani.

Con la sua scomparsa si chiude simbolicamente un capitolo della storia nazionale, quello di una classe dirigente che ha guidato l’Italia nella fase di transizione economica e nell’avvicinamento al progetto europeo, lasciando un’impronta controversa ma significativa nella memoria politica del Paese. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!