Daniela Santanchè si è dimessa dall’incarico di ministro del Turismo, formalizzando la decisione con una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Una scelta che arriva in un clima segnato da tensioni politiche e pressioni, ma che la stessa ormai ex ministro accompagna con parole che sottolineano il rapporto personale con la premier e la volontà di non compromettere equilibri più ampi all’interno dell’esecutivo.
“Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione“, scrive Santanchè nella lettera. Un passaggio che rivendica l’operato svolto durante il mandato e che evidenzia come la decisione sia maturata anche alla luce delle indicazioni ricevute dalla stessa presidente del Consiglio.
Nel testo, Santanchè non nasconde il peso personale della scelta: “Non nascondo un po’ di amarezza, ma tengo di più alla nostra amicizia“. Un’affermazione che richiama il legame politico e umano con Meloni, elemento centrale nella narrazione di un passo indietro che appare tanto istituzionale quanto personale.
L’ex ministro interviene anche sulle vicende giudiziarie che negli ultimi mesi hanno alimentato il dibattito pubblico attorno alla sua figura. “Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio“, precisa, ribadendo la propria posizione e rivendicando l’assenza di condanne o procedimenti avanzati a suo carico.
Le dimissioni aprono ora un nuovo capitolo per il dicastero del Turismo, in attesa delle decisioni che saranno prese a Palazzo Chigi per la sostituzione. Sul piano politico, il gesto viene letto come un tentativo di alleggerire la pressione sul governo, preservando al contempo i rapporti interni alla maggioranza. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
