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Garlasco, gli investigatori: “ex Pg Barbaini suggerì ai Poggi come fermare l’indagine su Sempio”

Nuovi elementi investigativi riaccendono il caso Garlasco, con riferimenti a presunti interventi esterni e tensioni tra difesa e inquirenti, mentre l’ipotesi Sempio torna al centro del dibattito giudiziario.

Si riaprono scenari delicati nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, mentre emergono nuovi elementi dall’informativa dei carabinieri di Milano depositata nell’indagine dei pm di Pavia, recentemente chiusa. Al centro dell’attenzione figura anche l’ex sostituto procuratore generale di Milano Laura Barbaini, già pm della Direzione distrettuale antimafia, il cui nome viene richiamato in relazione a presunti suggerimenti forniti alla difesa della famiglia Poggi.

Secondo quanto riportato nell’atto, “a poco più di un mese dalla notizia della riapertura delle indagini pavesi, nel maggio dell’anno scorso, la preoccupazione della difesa dei Poggi – si legge nell’atto -, espressa testualmente dalle parole della famiglia, è quella di trovare un modo per bloccare l’indagine!”. Un passaggio che introduce un ulteriore elemento ritenuto rilevante dagli investigatori, i quali aggiungono: “Qui, del resto, si introduce un altro dato importante: questa via, infatti, sarebbe stata indicata agli avvocati dei Poggi – proseguono gli investigatori – (ndr. a detta di questi ultimi) dalla D.ssa Laura Barbaini”.

L’informativa prosegue delineando il presunto ruolo dell’ex magistrata: “Sarebbe stata quest’ultima, infatti, a suggerire di far intervenire formalmente la Procura Generale di Milano, quasi ad ipotizzare un potere censorio sulla legittima attività dell’autorità giudiziaria di Pavia”. Un’ipotesi che, se confermata, aggiungerebbe un ulteriore livello di complessità a una vicenda giudiziaria già segnata da anni di contrasti e sviluppi processuali.

La figura di Barbaini, oggi in pensione, non è estranea al caso Garlasco. Come sottolineato nella stessa informativa, “non è terza rispetto alla complessa vicenda giudiziaria sull’omicidio di Chiara Poggi”, avendo sostenuto l’accusa nel processo d’appello bis che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Nel dicembre 2016, su delega dell’allora procuratore generale di Milano Roberto Alfonso, si occupò delle prime istanze di revisione presentate dalla difesa di Stasi, scegliendo di trasmettere gli atti sia alla Corte d’appello di Brescia sia alla Procura di Pavia.

Il documento richiama inoltre un ulteriore passaggio: Barbaini è indicata come colei che avrebbe redatto una nota intestata alla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano, indirizzata a Mario Venditti, procuratore aggiunto a Pavia, contenente osservazioni relative alla richiesta di aprire un’indagine su Andrea Sempio, poi archiviata.

Infine, gli investigatori riferiscono di una conversazione intercettata il primo maggio dello scorso anno, dalla quale emergerebbe “l’atteggiamento di totale opposizione” della famiglia Poggi rispetto alle nuove indagini pavesi, descritte come “eterodirette”, con l’utilizzo di toni particolarmente duri nei confronti degli inquirenti.

Il quadro delineato dall’informativa si inserisce in una fase cruciale della vicenda, che vede riaffiorare ipotesi alternative sull’autore del delitto, indicando Andrea Sempio come possibile responsabile al posto di Alberto Stasi, la cui condanna è definitiva. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!