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Garlasco, le intercettazioni dei Poggi e i commenti sull’Avvocato Bocellari: parole fuori luogo

Intercettazioni e voci non verificate delineano un clima carico di sospetti attorno al caso Poggi-Stasi, tra accuse informali, tensioni con gli investigatori e ipotesi di presunti condizionamenti. Restano però irrisolti i nodi centrali dell’inchiesta.

Il 4 maggio 2025 emergono nuovi elementi di contesto nel complesso intreccio mediatico e giudiziario legato al caso Poggi-Stasi. Protagonista di una conversazione è l’ingegnere Paolo Reale, parente della famiglia Poggi e figura particolarmente attiva sul piano comunicativo. Nel corso di un colloquio con il padre di Chiara Poggi, affiora una serie di indiscrezioni dai contorni delicati, tutte riportate in forma di voci raccolte e mai verificate.

Reale riferisce di aver appreso di una presunta “tresca… fra Bocellari, Le Iene, i Carabinieri… e la Procura… perché qualcuno…” gli avrebbe confidato che “la Bocellari è l’amante di… qualche Carabiniere lì… o qualche graduato lì…”. Lo stesso ingegnere conferma la circolazione della voce: “l’hanno detta anche a lui questa storia”. Giuseppe Poggi, nel corso della conversazione, rilancia ulteriormente il contenuto, sostenendo che l’avvocato Tizzoni sarebbe a conoscenza del “nome e cognome” del presunto amante, identificato come appartenente all’Arma.

Il sottotesto di queste affermazioni si inserisce in una narrazione più ampia, già emersa pubblicamente, secondo cui le indagini sarebbero state influenzate o addirittura manipolate dalla difesa di Alberto Stasi, con il possibile coinvolgimento della Procura di Pavia o, in alternativa, attraverso un depistaggio tale da ingannare la stessa autorità giudiziaria.

Due giorni dopo, il 6 maggio, un’ulteriore intercettazione arricchisce il quadro. I coniugi Poggi dialogano con il giornalista Davide Loreti, e anche in questo caso si fa riferimento a presunte motivazioni di carattere personale alla base dell’iniziativa giudiziaria. Loreti utilizza espressioni dure nei confronti degli investigatori, definendoli “imbecilli” e raccontando di averne incontrati alcuni, ai quali avrebbe suggerito piste investigative. Nel dettaglio, afferma: “sapete cosa farò io? Siccome con Coppola non ci ho mai parlato, questo qui che sta facendo le indagini… io voglio fare un tent… omissis… io farò una… ditemi se vi piace come idea… adesso non so quando potrò farla… io li chiamo… (…) senta Coppola (…) ma voi sugli amici di Stasi avete indagato bene bene in queste nuove indagini che state facendo a trecentosessanta gradi?”.

Alla richiesta di chiarimenti da parte di Giuseppe Poggi su chi sia Coppola, Loreti risponde che si tratta del “comandante di questi imbecilli di Carabinieri che stanno facendo l’indagine”. A quel punto Poggi avanza un’ipotesi, collegandosi alle voci precedenti: “l’amante di la Bocellari. No perché alcune voci ci sono arrivate così eh…”. Loreti replica senza confermare, ma senza escludere: “può anche essere però è questo imbecille…”. Un passaggio che evidenzia il livello di tensione e di informalità con cui vengono trattati temi estremamente delicati.

Il 10 maggio, a seguito della trasmissione “Quarto Grado”, nella quale era presente anche l’avvocata Bocellari, i carabinieri continuano a monitorare le conversazioni tra i Poggi e l’ingegner Reale. In questo contesto, Reale esprime un giudizio netto: “In effetti questa è matta…”, tornando poi a insinuare il tema della presunta relazione: “Bisogna vedere che grado ha in quella… in quella cosa come si chiama… in quella caserma lì, se non è quello che comanda”.

Le intercettazioni restituiscono un quadro fatto di sospetti, illazioni e giudizi personali che si intrecciano con una vicenda giudiziaria tra le più discusse degli ultimi anni. Se da un lato chiariscono il clima che circonda i protagonisti, dall’altro lasciano aperti interrogativi ben più rilevanti sul piano investigativo e processuale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!