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Garlasco, gli appunti di Sempio negli atti: “Ho commesso cose brutte”

Nuovi dettagli dagli atti della Procura di Pavia riaccendono l’attenzione sul caso Garlasco, tra appunti personali, riferimenti processuali e contenuti inquietanti attribuiti ad Andrea Sempio.

Emergono nuovi elementi dagli atti dell’indagine appena chiusa dalla Procura di Pavia sul caso di Garlasco, con particolare riferimento ad alcuni appunti personali attribuiti ad Andrea Sempio e contenuti nelle sue Moleskine. Documenti che, secondo quanto riportato nell’informativa dei Carabinieri, offrono uno spaccato delle sue riflessioni tra il 2018 e il 2021, tra riferimenti all’iter giudiziario di Alberto Stasi e annotazioni di carattere personale.

Tra le frasi riportate figurano appunti che testimoniano un’attenzione costante verso gli sviluppi processuali: “Molta ansia – 2 archiviazioni”, “Stasi ha chiesto la riapertura”, “mamma in panico per la cosa di Stasi”, “Stasi ricorso in Cassazione”. Gli investigatori sottolineano come “nei suoi appunti – si osserva – fa trasparire anche un certo interesse all’iter processuale che riguarda” Stasi. Un interesse che si colloca temporalmente in concomitanza con le iniziative legali dell’ex fidanzato di Chiara Poggi, che nel giugno 2020 aveva depositato una richiesta di revisione della condanna, introducendo nuovi elementi tra cui analisi su impronte e Dna e indicando proprio Sempio come possibile responsabile.

Negli appunti compare anche un riferimento diretto a questa fase: “pare punti sui capelli …(inc) vabbè dovrebbe …(inc)… lontano da noi”. Nell’ottobre dello stesso anno, Sempio annota “Archiviato ancora”, seguito da “Stasi ricorso in Cassazione” e infine “Stasi no cassazione”, segnando una cronologia degli sviluppi giudiziari.

Accanto a questi riferimenti, emergono contenuti più intimi e disturbanti. Sempio descrive alcuni sogni in cui si rappresenta come protagonista di episodi violenti. Secondo quanto sintetizzato negli atti, “sogna che accoltella delle persone” oppure “sogna una bionda che usa il taser su di lui, ma lui le salta addosso e le apre la faccia”. Annotazioni che si affiancano a riferimenti a ricerche online e immagini a sfondo sessuale, talvolta legate a persone a lui vicine.

Particolarmente rilevanti sono poi alcune riflessioni autobiografiche. In un passaggio, risalente tra il 2018 e il 2019, Sempio scrive: “Ne ho passate tante… decisamente… cose che altri non hanno mai vissuto né mai vivranno”. E ancora: “nato in una famiglia medio-povera. Pochi amici e difficoltà ad integrarsi. Insicurezza, autolesionismo, commesso cose brutte. Paura, poca esperienza sessuale. Dolore”.

Infine, l’informativa segnala un’intensa attività di navigazione online su temi particolarmente crudi e violenti. Si legge infatti che “numerose – si legge in un altro punto dell’informativa – sono le navigazioni internet (…) che palesano il suo interesse per il satanismo, gli omicidi, gli assassini, i predatori sessuali, la violenza sulle donne, i cadaveri e la decapitazione, l’esame autoptico e i fenomeni cadaverici”.

Elementi che si inseriscono nel quadro complesso e ancora oggetto di attenzione investigativa, a distanza di anni da uno dei casi di cronaca nera più discussi in Italia. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!