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Ufo, il Pentagono desecreta 162 documenti: immagini inedite dalle missioni Apollo

Il rilascio di nuovi file sugli Uap riaccende l’attenzione su un fenomeno ancora privo di risposte definitive, tra trasparenza istituzionale e necessità di analisi scientifica rigorosa.
Credit © U.S. Department of War

Il Pentagono ha reso pubblica una nuova tranche di materiali finora classificati sui cosiddetti fenomeni anomali non identificati (Uap), offrendo uno sguardo inedito su osservazioni raccolte nel corso di decenni, comprese alcune risalenti alle missioni lunari Apollo. La divulgazione rientra in un’iniziativa volta ad aumentare la trasparenza sulle conoscenze del governo statunitense in materia, un ambito che negli ultimi anni è passato dal margine del dibattito pubblico a oggetto di crescente attenzione istituzionale.

I file pubblicati sono circa 162 e comprendono fotografie in bianco e nero, documenti ufficiali e scambi tra agenzie federali. Tra i materiali più rilevanti figurano immagini attribuite alle missioni Apollo, in particolare scatti che mostrano il cielo sopra la superficie lunare durante le operazioni degli astronauti. Una di queste fotografie, proveniente da una missione degli anni Settanta, evidenzia tre piccoli punti luminosi sospesi nel cielo nero, un dettaglio che ha attirato l’attenzione degli analisti ma che, allo stato attuale, non è accompagnato da una spiegazione definitiva.

Immagini d’archivio della missione Apollo 17 sulla Luna. Il riquadro giallo contiene un ingrandimento della foto originale in cui sono visibili tre luci sopra il suolo lunare.

Oltre al materiale fotografico, la documentazione include comunicazioni tra il Dipartimento di Stato e la Nasa, segno di un coordinamento interagenzia nella raccolta e valutazione delle segnalazioni. Non emergono, nei documenti resi pubblici, conclusioni che attribuiscano origine extraterrestre agli oggetti osservati, ma viene ribadita la necessità di un approccio metodico e basato su dati verificabili.

“Foto reale del sito con sovrapposizione grafica realizzata dal laboratorio dell’FBI, che illustra le testimonianze oculari concordanti del settembre 2023 relative a un apparente oggetto metallico color bronzo di forma ellissoidale, di lunghezza compresa tra 130 e 195 piedi (circa 40-60 metri), materializzatosi da una luce intensa nel cielo e scomparso istantaneamente.

Tra i casi più recenti inclusi nei dossier figura l’interrogatorio condotto dall’Fbi nei confronti di un pilota di droni che, nel settembre 2023, ha riferito l’avvistamento di un oggetto descritto come “lineare”, caratterizzato da una luminosità particolarmente intensa. Secondo la testimonianza, la luce emanata dall’oggetto permetteva di distinguere delle bande interne, un dettaglio tecnico che potrebbe orientare eventuali analisi successive ma che, al momento, resta privo di un’interpretazione condivisa.

La pubblicazione rientra nel programma denominato “Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters”, promosso durante l’amministrazione Trump, con l’obiettivo di sistematizzare e rendere accessibili informazioni precedentemente classificate. L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio in cui le autorità statunitensi stanno cercando di distinguere tra fenomeni realmente inspiegati e osservazioni riconducibili a tecnologie terrestri, errori di interpretazione o condizioni ambientali particolari.

Nonostante l’eco mediatica, gli esperti invitano alla cautela: l’assenza di spiegazioni immediate non implica automaticamente scenari straordinari. Piuttosto, questi documenti rappresentano una base utile per ulteriori studi, confermando quanto il fenomeno Uap resti, ancora oggi, un campo di indagine aperto e complesso. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!