Un’ampia perturbazione interessa il Centro-Sud e parte del Nord Italia, spingendo la Protezione Civile a diramare un’allerta gialla per diverse tipologie di rischio. Le condizioni meteo previste comportano criticità idrauliche, temporalesche e idrogeologiche con impatti differenziati sui territori coinvolti.
Per quanto riguarda il rischio idraulico (allerta gialla), le aree maggiormente esposte si trovano in Calabria, lungo tutto il versante tirrenico regionale. Le criticità coinvolgono le province di Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, dove sono attesi innalzamenti dei livelli dei corsi d’acqua minori e possibili fenomeni di ruscellamento. Situazione analoga in Emilia-Romagna, in particolare sulla costa romagnola e nella pianura e bassa collina romagnola, interessando le province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna, con possibili criticità nei bacini secondari e nelle aree costiere.
Sul fronte del rischio temporali (allerta gialla), il quadro si estende a numerose regioni del Centro e Sud. In Abruzzo, l’allerta riguarda l’intero sistema di bacini principali, coinvolgendo le province di Teramo, L’Aquila, Pescara e Chieti, con fenomeni temporaleschi intensi e localmente persistenti. In Basilicata, l’area indicata (Basi-D) interessa prevalentemente la provincia di Potenza. Ancora la Calabria tirrenica – dalle aree settentrionali a quelle meridionali – resta sotto osservazione per temporali diffusi.
Coinvolto anche il Molise, dove le zone Frentani, Sannio e Matese, Alto Volturno e Medio Sangro e la fascia litoranea interessano le province di Campobasso e Isernia. In Puglia, l’allerta temporali riguarda il Gargano e le Isole Tremiti (provincia di Foggia), il Tavoliere e i bacini dei fiumi Candelaro, Cervaro e Carapelle, oltre al Sub-Appennino Dauno e al Basso Fortore. In Umbria, criticità nei bacini del Chiascio-Topino, Nera-Corno e Alto Tevere, coinvolgendo le province di Perugia e Terni.
Per il rischio idrogeologico (allerta gialla), si conferma un quadro diffuso e in parte sovrapponibile. In Abruzzo restano sotto attenzione tutte le principali aree di bacino (province di Teramo, L’Aquila, Pescara e Chieti), mentre in Calabria l’intero versante tirrenico regionale continua a presentare condizioni favorevoli a frane superficiali e colate detritiche. In Emilia-Romagna, oltre alla fascia costiera e pianeggiante, è coinvolta anche l’alta collina romagnola, con particolare riferimento alle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.
Nel Lazio, l’allerta interessa l’Appennino di Rieti, quindi la provincia di Rieti, dove sono possibili movimenti franosi localizzati. Nelle Marche, le zone Marc-2, Marc-4 e Marc-6 coinvolgono porzioni delle province di Pesaro-Urbino, Ancona e Macerata, mentre in Molise e Puglia si confermano le medesime aree già interessate dal rischio temporali, con possibilità di dissesti idrogeologici diffusi, soprattutto nei territori interni e nei bacini fluviali minori.
Le autorità raccomandano massima prudenza, in particolare nelle aree soggette ad allagamenti, nei pressi dei corsi d’acqua e lungo i versanti più fragili. L’evoluzione dei fenomeni sarà monitorata nelle prossime ore. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
