Scarica l'App NewsRoom.
Non perderti le ULTIME notizie e le ALLERTA METEO in tempo reale.

Scarica GRATIS

Conte cambia Idea: “Sì alle armi a Kiev, Sì alla Difesa Comune e No al Gas Russo”

Dalle ambiguità su Mosca all’apertura europeista, Conte rivede ancora la sua posizione. Una traiettoria già vista, tra governi opposti e cambi di linea, che alimenta i dubbi sulla coerenza del leader M5S.
Credit © Rai

C’è chi la chiama evoluzione, chi pragmatismo. Ma nel caso di Giuseppe Conte, per molti osservatori il termine più calzante resta uno: trasformismo. L’ultimo passaggio, consumato sul palco della convention di +Europa guidata da Riccardo Magi, ha il sapore di una nuova torsione politica. Applausi, anche convinti, da una platea che fino a ieri lo guardava con sospetto, se non con aperta diffidenza. Segno che qualcosa, ancora una volta, è cambiato.

Il leader del Movimento 5 Stelle archivia i toni ambigui del passato e si presenta con una linea che strizza l’occhio ai riformisti: sanzioni a Mosca, stop al gas russo, apertura – seppur cauta – alla difesa comune europea. Parole che segnano una distanza evidente rispetto alle posizioni espresse solo pochi mesi fa dentro il suo stesso movimento e che, non a caso, raccolgono il consenso di settori del Partito Democratico e di Italia Viva.

Eppure, più che una svolta, sembra l’ennesima virata. Non la prima per l’ex premier, che già in passato ha dimostrato una notevole capacità di adattamento politico. Dall’esperienza del governo con Matteo Salvini, il cosiddetto Conte I, con un’impronta più rigida su sicurezza e immigrazione, al ribaltamento del Conte II insieme al Pd, sotto la guida di Nicola Zingaretti, segnando un cambio di rotta netto verso politiche progressiste. Una traiettoria che torna oggi d’attualità.

Anche sul dossier ucraino, la posizione resta un equilibrio instabile. Conte parla di difesa della popolazione di Kiev, ma insiste sulla necessità di una svolta negoziale, mantenendo una linea che tenta di tenere insieme istanze divergenti. Non abbastanza per cancellare le tensioni interne, alimentate dalle recenti dichiarazioni di Stefano Patuanelli contro l’invio di armi.

Nel frattempo, l’apertura alla difesa europea – un tempo esclusa – rappresenta un ulteriore elemento di discontinuità. Pur criticando il piano di riarmo dell’Unione, Conte riconosce la necessità di maggiore cooperazione militare. Un cambio di registro che appare funzionale a un obiettivo politico preciso: accreditarsi come punto di sintesi nel campo largo del centrosinistra.

Ma proprio qui si annida il dubbio. Più che una strategia coerente, quella dell’“Avvocato del popolo” sembra una navigazione a vista, fatta di aggiustamenti successivi per intercettare il vento politico del momento. Una postura che gli ha già consentito di attraversare stagioni politiche opposte, ma che continua a sollevare interrogativi sulla solidità della sua linea. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!