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Sondaggi Politici, ecco come vanno i Partiti dopo il Referendum Costituzionale

Fratelli d’Italia stabile, PD in crescita, Lega in calo: i dati SWG-TgLa7 e Tecnè-Quarta Repubblica del 30 marzo 2026.

I due principali sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani, diffusi nella serata del 30 marzo 2026 – quello di SWG per il TgLa7 e quello di Tecnè per Quarta Repubblica su Rete 4 – restituiscono una fotografia del Paese politicamente ancora frammentata, con Fratelli d’Italia saldamente al comando ma con segnali di riavvicinamento da parte del Partito Democratico, che torna a guadagnare consensi dopo settimane di flessione.

Il sondaggio SWG per il TgLa7

La rilevazione settimanale condotta da SWG e illustrata dal direttore Enrico Mentana nell’edizione delle 20 del TgLa7 certifica la stabilità di Fratelli d’Italia, che resta al 29,5%, invariato rispetto alla settimana precedente, confermando la propria posizione dominante nel panorama partitico nazionale. Il dato più rilevante della settimana è però la crescita del Partito Democratico, che guadagna lo 0,5% e sale al 22%, avvicinandosi progressivamente al primo partito: un recupero che si inserisce in un contesto post-referendario caratterizzato da una rielaborazione degli equilibri nel campo progressista.

Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte segna anch’esso un incremento, sia pur minimo, dello 0,1%, attestandosi al 12,3%, mentre Forza Italia guadagna lo stesso margine portandosi al 7,9%. In calo invece la Lega di Matteo Salvini, che perde lo 0,2% e scende al 6,6%, un dato che la appaia ad Alleanza Verdi e Sinistra, ferma al 6,6% dopo aver confermato il valore della settimana precedente: un aggancio che ridisegna i rapporti di forza all’interno delle rispettive coalizioni.

Tra le forze minori, Azione di Carlo Calenda si mantiene al 3,4%, mentre Futuro Nazionale di Roberto Vannacci è stabile al 3,3%. Italia Viva di Matteo Renzi registra un calo dello 0,2%, scendendo al 2,3%, un risultato che alimenta le riflessioni interne al partito sul proprio posizionamento nel campo progressista. Chiudono +Europa all’1,4% e Noi Moderati all’1,1%. Resta ferma al 29% la quota di coloro che non si esprimono, una percentuale che continua a rappresentare una delle incognite più significative dell’attuale scenario elettorale italiano.

Il sondaggio Tecnè per Quarta Repubblica

La rilevazione realizzata da Tecnè e diffusa nel corso della puntata di Quarta Repubblica condotta da Nicola Porro su Rete 4 dipinge un quadro in cui il centrodestra mantiene il proprio vantaggio strutturale sul cosiddetto campo largo, pur in un contesto di sostanziale equilibrio tra le principali coalizioni. L’elemento più significativo che emerge dalla rilevazione è la quota elevata di indecisi e potenziali astenuti: il 44,2% degli intervistati non esprime un’intenzione di voto definita, a fronte del 55,8% che dichiara invece di avere una preferenza partitica, un dato che testimonia la persistente difficoltà dei partiti di governo e di opposizione nel consolidare il proprio bacino elettorale.

Questa fotografia giunge a pochi giorni dal referendum sulla riforma della giustizia del 23 marzo, conclusosi con la vittoria del No – attestatosi intorno al 53-54% secondo le proiezioni Tecnè stesse diffuse nella notte elettorale – e offre un primo termometro dell’impatto della consultazione sugli orientamenti di voto. Il centrodestra conserva un vantaggio sul centrosinistra allargato, ma il margine si assottiglia rispetto alle rilevazioni delle settimane precedenti, in linea con quanto registrato anche dal sondaggio SWG.

Il contesto post-referendario

La consultazione referendaria sulla riforma della giustizia ha rappresentato un banco di prova rilevante per le forze politiche: la vittoria del No, sostenuta da gran parte del centrodestra, non sembra aver prodotto un rimbalzo elettorale immediato per la coalizione di governo, mentre le opposizioni – a partire dal PD – sembrano beneficiare di una ritrovata mobilitazione degli elettori del centrosinistra. SWG rileva in questo senso che la settimana appena trascorsa ha premiato, tra i partiti maggiori, il Partito Democratico con il più alto incremento settimanale registrato nell’ultimo mese.

Il quadro complessivo che emerge dai due istituti di ricerca è dunque quello di un sistema politico in cui il primo partito – Fratelli d’Italia – mantiene un vantaggio netto su tutti gli altri competitori, ma in cui la somma delle forze di opposizione continua a rappresentare un potenziale aggregato competitivo, a condizione che le singole componenti del campo progressista riescano a trovare una convergenza programmatica e una leadership riconoscibile. La quota elevata di non voto, confermata da entrambe le rilevazioni, rimane la variabile più difficile da interpretare e quella con il maggiore potenziale di perturbazione rispetto a qualsiasi proiezione sul risultato di un’ipotetica tornata elettorale.

Uno scenario da monitorare

I prossimi appuntamenti sondaggistici saranno determinanti per capire se la crescita del PD e del M5S registrata in questa settimana rappresenti un trend consolidato oppure una fiammata contingente legata alla dinamica referendaria. Quel che appare certo, alla luce delle rilevazioni del 30 marzo 2026, è che il panorama partitico italiano si trova in una fase di leggero rimescolamento, con l’asse del centrosinistra in recupero e quello del centrodestra chiamato a difendere margini che, pur rimanendo ampi, mostrano qualche primo segnale di erosione. La Lega in particolare, con il 6,6% ormai pareggiato da Alleanza Verdi e Sinistra, dovrà affrontare una riflessione interna sulla propria capacità di mantenere un profilo identitario sufficientemente distinto all’interno della coalizione di governo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!