La Sardegna introduce il Reddito di Studio, un sussidio mensile destinato agli adulti a basso reddito che vogliono tornare a studiare e conseguire un titolo di studio, dalla licenza media fino alla laurea e ai percorsi di alta formazione. La misura, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale lo scorso 12 marzo, punta a consentire a chi non può permettersi di rinunciare al lavoro di dedicare il proprio tempo allo studio senza restare senza reddito.
Il provvedimento, ribattezzato ReSt, si rivolge a chi in passato ha abbandonato il percorso scolastico per ragioni economiche e oggi intende migliorare la propria posizione lavorativa o cercare nuove opportunità. Il principio alla base della legge è semplice: riconoscere lo studio come un’attività che richiede tempo e impegno, al pari di un lavoro, e che per questo deve essere sostenuta economicamente.
La platea è articolata per fasce d’età. Dai 18 anni, terminato l’obbligo scolastico, sarà possibile accedere al contributo per conseguire la licenza media; dai 25 anni per ottenere il diploma di maturità; dai 30 anni per iscriversi a corsi universitari o di alta formazione. L’obiettivo è offrire una seconda possibilità formativa a chi, diventato adulto, non rientra più negli strumenti tradizionali del diritto allo studio.
Tra i percorsi finanziabili rientrano anche gli Istituti Tecnici Superiori (ITS), l’Accademia di Belle Arti e i Conservatori. La Regione punta in particolare sugli ITS, considerati strategici per formare figure professionali specializzate in settori chiave come la filiera agroalimentare, dove la domanda di competenze tecniche qualificate non sempre trova un’offerta adeguata sul territorio.
La legge prevede diritti ma anche obblighi: per ottenere il sussidio sarà necessario sottoscrivere un patto formativo con l’istituto prescelto, garantendo frequenza regolare e profitto. In caso di mancata partecipazione o di abbandono del percorso, il contributo verrà revocato. La domanda dovrà essere presentata al Comune di residenza, che fungerà da tramite con la Regione e con gli enti di formazione.
Il Reddito di Studio parte con uno stanziamento iniziale di 3 milioni di euro e l’istituzione di un Fondo regionale dedicato, alimentabile anche con risorse nazionali ed europee. Potranno accedere al beneficio i residenti o domiciliati in Sardegna in possesso dei requisiti per il Reddito di inclusione sociale (Reis) e con un Isee basso, oltre ai titolari di permesso di soggiorno.
Nei prossimi mesi la Giunta regionale definirà i criteri attuativi e le modalità operative, con l’obiettivo di rendere la misura pienamente operativa in tempo per il prossimo anno scolastico e accademico. L’intento dichiarato è rafforzare il livello di istruzione della popolazione adulta e ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro qualificato sull’isola.
Alla base del provvedimento c’è anche un richiamo al principio costituzionale dell’uguaglianza sostanziale: rimuovere gli ostacoli economici che impediscono alle persone di completare la propria formazione e realizzare il proprio percorso professionale. Con il ReSt, la Regione scommette sull’istruzione come leva di crescita individuale e collettiva. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
