Stando a quanto riportato da Il Giornale, nelle intercettazioni telefoniche acquisite agli atti dell’inchiesta sull’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (Abspp), emerge il contenuto di una conversazione registrata l’8 settembre 2024: Yaser Elsaly, uno dei due responsabili della sede milanese dell’organizzazione, avrebbe dichiarato che l’associazione era alla ricerca di un’abitazione con un tetto massimo di spesa di 170mila euro, da pagare con i fondi raccolti per gli orfani palestinesi.
Elsaly si trova attualmente in carcere con l’accusa di terrorismo, insieme al leader dell’associazione Mohammad Hannoun e all’altro responsabile della sede milanese, Raed Rawoud. L’Abspp è al centro di un’indagine per un presunto flusso di denaro transitato dall’Italia verso le casse di Hamas, stimato in milioni di euro.
Nelle registrazioni, secondo quanto riportato da Il Giornale, Elsaly avrebbe affermato esplicitamente: “Questi sono soldi degli orfani… Questi sono soldi degli orfani! Noi non… Nessuno compra con i soldi di tasca propria…”. E ancora, spiegando il metodo adottato: “Noi abbiamo stabilito una nota precisa al fine di… Per esempio gli ospiti che vengono da noi, invece di andare in alberghi e cose… Pertanto, abbiamo messo un limite di 170 massimo”, riferendosi ai 170mila euro come soglia di spesa massima.
L’acquisto dell’immobile a Milano non rappresenterebbe, secondo gli atti giudiziari, il solo investimento immobiliare riconducibile all’Abspp. L’8 dicembre 2023, durante una conversazione intercettata a bordo di un’autovettura, Hannoun avrebbe riferito al kuwaitiano Said Al Jaber – tra i fondatori dell’associazione – di aver ottenuto la cittadinanza turca acquistando un appartamento in Turchia, sfruttando una legge che consente questo tipo di operazione a chiunque acquisti un immobile nel Paese.
Tra le contestazioni figurano anche messaggi vocali nei quali Hannoun avrebbe invitato i collaboratori a realizzare un video con bambini che ringraziano l’Abspp per gli aiuti ricevuti. Il materiale sarebbe stato utilizzato a fini promozionali dall’associazione.
La Corte di Cassazione ha nel frattempo stabilito la scarcerazione di Yaser Elsaly, disponendo che la questione venga riesaminata da un’altra sezione del Tribunale del Riesame di Genova, che in prima battuta aveva disposto le misure cautelari nei suoi confronti. Secondo quanto scrive Il Giornale, altri soggetti legati all’inchiesta risultano attualmente a piede libero nonostante le richieste avanzate dalla pubblica accusa. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
